18.4.08

Welcome to the future

Ci risiamo.

Silvio Berlusconi non è ancora stato nominato dal Presidente della Repubblica che ricomincia lo show -drammatico-.

Si riparte in quarta con gli impeachment internazionali: gli spagnoli non hanno gradito i commenti sarcastici sulla composizione rosa del loro governo. Ma sicuramente la realtà sarà che i traduttori spagnoli non hanno reso la malizia del suo intervento, che non è una dichiarazione.

Ci risiamo con le contraddizioni, i fraintendimenti, le smentite da un giorno all'altro. Le decisioni commissionate e poi trasformate in azioni intraprese alle Sue spalle.
Date un'occhiata a questo video per capire a cosa mi riferisco e pensate al fatto che quel signore non è mai stato tanto potente come oggi.




Nel mio precedente blog -per quei cinque o sei che saranno passati- avevo invocato il raziocinio degli italiani, che pare abbiano invece aver assecondato il detto "non c'è due senza tre".
Non è mia intenzione lanciare invettive su come quest'uomo ci ridicolizzi agli occhi del mondo ricordando episodi come quando raccontò alla stampa estera di aver sfoderato le sue doti di tombeur fatale per sedurre la prima ministra finlandese, facendo crollare il nostro export in terra lappone...

Mi limito a pubblicare le reazioni alle elezioni dei maggiori organi di stampa del mondo civilizzato, estrapolate dal numero odierno dell' Internazionale.

Partiamo con la martellata dalla Germania.
Il Frankfurter Rundshau titola: UN MONITO PER TUTTE LE DEMOCRAZIE
Silvio Berlusconi ha vinto. Chi conosce bene l'Italia ridacchia. "C'era da aspettarselo", dicono: "Se l'Italia deve scegliere tra un politico noioso e un gangster, è scontato che alla fine decida per il gangster". Gli italiani amano il chiasso, l'eccitazione, il gesto teatrale [...] E al suo trionfo contribuisce, anche questa volta, Umberto Bossi con la sua Lega Nord xenofoba e separatista, che ha recuperato molto terreno e vorrà spessso dire la sua. [...] La Lega non è stata votata a dispetto delle affermazioni del suo leader (che
preferiamo liquidare come folclore), ma proprio grazie a esse. Il risultato delle elezioni lascia intravedere le fantasie cui una parte non piccola dell'elettorato italiano ama abbandonarsi. Ma ancora più terribile è la consapevolezza che queste persone manovreanno le sorti di un grande paese europeo. Resta la speranza che Berlusconi e Bossi, due delinquenti invasati, si scontrino di nuovo mentre tentano di spartirsi il bottino, cioè lo stato italiano. L'Italia come stato è fallita. La responsbilità non è di Berlusconi: all'opera hano contribuito decenni di partitocrazia criminale. Che lo stato esista perchè qualcuno se ne impossessi non è una teoria solo italiana. Ma in nessun paese europeo dell' ultimo mezzo secolo questo intento è stato perseguito con tanta determinazione come nella terra prediletta da poeti e filosofi tedeschi. Berlusconi rappresenta un sintomo di questa tendenza e allo stesso tempo è colui che ne trae i vantaggi maggiori. E' il primo capo di governo europeo che riesce a sfruttare per il successo personale le macerie di una democrazia. Non guardiamo all'Italia, a Bossi e a Berlusconi come a un'esotica commedia a sfondo politico [...] Prendiamolo come un monito inciso a lettere di fuoco per ricordarci quanto è precario l'equilibrio della democrazia. "

Se l'analisi tedesca vi sembra esageratamente dura mettetevi comodi, ce n'è per tutti:

Le Soir, Belgio: " La longevità politica di Berlusconi suscit molta curiosità. Un uomo così poco affezionato al bene comune e sempre pronto a difendere i suoi interessi riesce di nuovo a convincere la maggioranza degli elettori. Perché? Berlusconi é un populista, e i populisti non si trovano a proprio agio con l'esercizio del potere. Ma il Cavaliere sì. Forse perché lui e i suoi elettori sono distanti mille miglia dall'idea che noi abbiamo dello stato e dei suoi servitori. Gran parte degli italiani non crede a quest'idea. In una società in cui trionfa l'individualismo, Silvio Berlusconi interpreta la parte del "furbo" , di chi è più bravo degli altri a tirarsi fuori dai guai. E dai processi. "

Le Temps, Svizzera:
TRA NICHILISMO E RIMOZIONE
" [...] Una cosa è vincere, un'altra è governare un paese in crisi. Il Cavaliere deve parte del suo successo elettorale alla forte crescita della Lega Nord, un partito populista, xenofobo, secessionista e antieuropeo. [...] Il candidato della destra ha fatto ricorso soprattutto all'invettiva contro i suoi avversari e contro le istituzioni. Gli italiani hanno espresso un voto antipolitico, un voto contro che li ha governati in questi ultimi due anni (Prodi) senza riuscire a migliorare la loro vita quotidiana. Il risultato delle urne contrasta con quello della Spagna di Zapatero, che si proietta nel futuro [...] In Italia la politica odora più di marcio che di naftalina. Gli italiani si sono limitati a bocciare il passato, senza progetti innovativi per il futuro. "

Eleftherotypìa, Grecia: " L'italia è un paese di vecchi. [...] Berlusconi si è rivolto a loro durante la sua campagna lettorale e ha vinto. [...] In Italia il conservatorismo e il passato vincono sul futuro e su un centro-sinistra che non è riuscito a evitare al paese un ritorno a un passato incerto. "

ABC, Spagna: " Berlusconi, dovrà scegliere se passare alla storia come un cabarettista che ha avuto la fortuna di diventare primo ministro o un primo ministro che ha salvato l'Italia dal disastro. "

Financial Times, Gran Bretagna: " Lo showman della politica italiana ha ottenuto il suo terzo mandato. Il risultato elettorale ci sembra un rabbioso rifiuto del governo elefantiaco del centrosinistra più che il segno di una grande fiducia in Berlusconi. L'esasperazione della gente ha imposto un prezzo molto pesante ai piccoli partiti [...] ma almeno così si é semplificata la politica italiana, ridotta a due grandi blocchi. Il partito di centrosinistra dell'avversario sconfitto Walter Veltroni è un partito vero, mentre il Popolo della Libertà di Berlusconi è tenuto insieme dai soldi del Cavaliere e dalla sua personalità esuberante ma volubile. [...] L' Italia ha bisogno di riforme strutturali. Il governo uscente era riuscito a ridurre il deficit di bilancio. Eppure il centrosinistra non è stato premiato dagli elettori: troppe persone ammirano Berlusconi per come prende in giro la legge e il fisco. L'umorismo puerile e i finti capricci che hanno costellato la sua campagna elettorale fanno pensare che non sia cambiato. Ma, soprattutto, nulla indica che il premier miliardario sia disposto ad anteporre gli interessi del paese ai suoi. "

Libération, Francia, titola con un esplicito: AIUTO, TORNA BERLUSCONI!
" [...] Solo qualche mese fa la sua carriera politica era data per spacciata. E invece no, l' eterno miliardario si è permesso il lusso di un ritorno in grande stile. Ma il nuovo Berlusconi ricorda un lifting venuto male. Le affermazioni si sono un poco ammorbidite ma gli elementi di base rimangono gli stessi. Grande demagogo, populista quanto basta, Berlusconi ha tirato fuori le vecchie strategie, in particolare quella della riduzione delle tasse. La sua vittoria è soprattutto il sintomo di un paese che sta male. [...] L'insaziabile Berlusconi ha saputo sfruttare queste insoddisfazioni presentandosi per l'ennesima volta come il salvatore della patria. Con la battuta pronta e l'aria sicura, il leader della destra si è rifatto una verginità politica, facendo dimenticare i suoi guai giudiziari e immaginando perfino di poter succedere all'attuale capo dello stato nel 2013. Tuttavia, [...] arrivati al terzo episodio delle sue avventure, si fa fatica a credere che possa essere lui, a 71 anni, l'artefice di una nuova repubblica moderna. "

Folha de Sao Paulo, Brasile: "Due anni fa poco più della metà degli italiani tirava un sospiro di sollievo per la sconfitta di Berlusconi. Oggi poco più della metà degli italiani ha deciso di riportarlo al governo. [...] Cos'è cambiato dal 2006? C'è stato il governo di centrosinistra di Romano Prodi, composto da un'ampia coalizione [...] . Come spesso succede nella vita politica italiana, l'esecutivo è diventato ostaggio degli interessi dei partiti che lo appoggiavano, affondando nell'immobilismo e nell'inefficienza. Da quindici ani l'economia italiana cresce a un ritmo inferiore rispetto alla media europea. Sono necessarie riforme strutturali che nessun governo è in grado di realizzare. Ed è poco probabile che ci riesca Berlusconi. Si tratta dello stesso personaggio che, fatta eccezione per qualche piccolo miglioramento al sistema pensionistico e al mondo del lavoro, ha impegnato la maggior parte delle energie a promuovere leggi ad personam per tutelare i suoi affari e quelli del suo partito. E' stato grazie a queste leggi che il Cavaliere è riuscito a sottrarsi ai processi in cui doveva rispondere delle accuse di riciclaggio di denaro, associazione mafiosa, evasione fiscale e corruzione. Berlusconi 3.0, tuttavia, ha un vantaggio rispetto alle versioni precedenti. Questa volta guida una coalizione formata da tre partiti e con ogni probabilità avrà un governo più stabile. "

Le Monde, Francia: "Pensavamo che gli italiani fossero rimasti scottati da due precedenti governi Berlusconi (1994-96 e 2001-06). L'Italia non ne era uscita né più grande né più ricca. Ma a quanto pare la seduzione del vecchio miliardario continua a funzionare. [...] Berlusconi ha ancora una volta tratto vantaggio dal rifiuto della politica, che alimenta nella penisola il diffondersi di un populismo di sinistra e di destra. Il suo sucesso di uomo d'affari e anche i suoi problemi giudiziari tornano a suo vantaggio. Anche se non promette più di far miracoli - come potrebbero crederci ancora gli italiani? - la sua sfacciataggine lo aiuta a essere convincente. La notizia positiva di queste elezioni è che due grandi forze sono comparse a destra e a sinistra, lasciando intravedere la nascita di un sistema bipartitico. La cattiva notizia è che Berlusconi dispone di una larga maggioranza che gli permetterà di governare per cinque anni. A giudicare dai suoi percedenti è impossibile non essere preoccupati.

Ekspert, Russia: " La vittoria di Berlusconi potrebbe essere una vittoria di Pirro. In una situazione economica così non sarà facile governare. Per l'Italia oggi non servono grandi comunicatori, ma gente seria com'era Romano Prodi. "

...e se lo dicono perfino in Russia...
Arrivati a questo punto dovrebbe risultare chiaro di quale misera reputazione e stima godiamo agli occhi del mondo

Ci ho messo più del previsto a riportare questi estratti - colpa anche delle bandierine! Che stile, huh?! -. Nel frattempo ho riflettuto su un'ulteriore considerazione: a quattro giorni dalla vittoria azzurra, è sparita la tanto sbandierata cordata italiana per salvare alitalia e pare che quella di AirFrance sia in effetti la migliore soluzione, "a patto che lascino il tricolore sulle ali".
Ma perchè non lasciargliela passare?
In fondo, abbiamo tutti davanti a noi una lunga convivenza da affrontare...

R

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