14.5.08

Che schifo che fa...

...o "Il Travaglio della Rai".

Dove quell'uomo va, i palazzi tremano...
Voglio aspettare la sentenza delle authority prima di prorompere con giudizi, ma si può già fare un'analisi degli avvenimenti: sabato sera Travaglio è ospite da Fazio; per evitare interpretazioni superficiali, ecco il video integrale dal sito di CheTempoCheFa.

Anzitutto, povero Fazio!
Da una vita lotta per mantenere un tono furbescamente sobrio, sempre reverenziale nei confronti degli ospiti, ma ammiccante ai comici fissi che ospita.
In fin dei conti è il miglior anchorman che la tv propone o se non altro il suo è uno degli spazi tv più piacevoli che la sacra scatola ci propone. Insomma, sono uno che stima il lavoro che fa nella faticosa condizione in cui versa il servizio pubblico televisivo. A chi lo accusa di servilismo basta indicare come contro-esempi Santoro e Luttazzi, che si espongono, sì, e si scagliano a testa bassa l' uno da giornalista, l' altro da satirico, senza tener conto dei capoccia con la consguenza che i loro programmi vengono sospesi.
Fazio, invece, ha scelto un'altra strada, il sentiero sicuro. Gliene si può fare una colpa? In quattro anni si è creato la sua nicchia, modellando un programma culturale e di commento ai costumi. E quando non è lui stesso a fare ironia sul suo basso profilo, ci pensano la Littizzetto o Albanese a stuzzicarlo.

Tornando al filmato, è palese l'imbarazzo del presentatore di fronte a certi affondi di Travaglio.
Ma cosa ha poi detto? Quali sono le parole incriminate?
Non so se avete notato, ma i media che hanno fatto da pulpito a tutte le stigmatizzazioni del caso, al coro di scandalizzati per le "accuse" mosse dal giornalista alla seconda carica dello Stato, non hanno accennato alle parole incriminate.
Per giorni è parso che la calunnia fosse dire che era stato in società con dei boss mafiosi.
Diciamo che al massimo è un'imprecisione, perchè Schifani è stato in società con imprenditori in seguito arrestati e giudicati come boss mafiosi. Ma si sa, verba volant e i tempi tv sono quelli che sono, non direi che questo valga la querela.
Ad ogni modo questa tesi si è affossata ieri sera quando ho assistito al dibattito dell' amato-odiato Matrix. Assistendo al fuoco incrociato Gasparri-Di Pietro-Facci (!!!) ho capito che di fronte all'evidenza dei fatti l'attenzione si è spostata su un'altra affermazione di Travaglio, quella sulla "parabola discendente" che da De Gasperi ci ha portati a Schifani, al quale può succedere "solo la muffa [...] Ma dalla muffa si ricava la penicillina, quindi era un esempio sbagliato".
L'inaccettabile, dopo un'ora di ragionamento politico-giornalistico da Mentana, è risultato infine essere questo, l'insulto del giornalista.
La Littizzetto è tre anni che con il suo inimitabile stile spara in sordina battute di satira politica, ma se lo fa un giornalista e soprattutto Travaglio, la cosa diventa di gravità nazionale. Un giornalista è solo un giornalista, questa è la conclusione, e in quanto tale deve limitarsi a riportare i fatti, non a commentarli. Ciò è uscito benissimo dall'analisi di ieri sera.
Premesso che la stragrande maggioranza dei giornalisti nemmeno riporta le notizie, bensì ricopia le agenzie, faccio notare che non esiste un' approfondimento o uno scoop senza un'analisi e un punto di vista. Nemmeno Mentana e Facci possono farne a meno.

Vediamo dunque le conseguenze di questa boutade sacrilega, traete voi le conclusioni:
"In cda ci potrebbe essere una relazione del direttore generale, Claudio Cappon, che ha duramente stigmatizzato il comportamento di Travaglio. L'Agcom, poi, potrebbe decidere di intervenire su Che tempo che fa, ma anche sulla puntata di Annozero del primo maggio, con il servizio sul V2-Day di Beppe Grillo, sulla quale ha già aperto un'istruttoria. Su richiesta di cinque commissari su nove, l'ordine del giorno della riunione del Consiglio è stato aggiornato oggi con un 'procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivò e per le 'determinazioni conseguenti', con riferimento ai due programmi. L'Authority interverrebbe in base all'articolo 48 del Testo Unico della Radiotelevisione, che prevede la vigilanza sull'applicazione del contratto di servizio. In ballo ci sarebbe, in particolare, l'articolo 4 dello stesso Testo Unico, che impone come obbligo alla tv pubblica il rispetto dei "diritti fondamentali della persona". Il dibattito, però, in Autorità è aperto: ci sarebbero infatti posizioni favorevoli a una multa immediata all'azienda (si andrebbe da cinquemila a 52 mila euro), altre invece pronte a mettere in discussione la titolarità stessa dell'organismo di garanzia a intervenire sulle linee editoriali dei programmi tv."
(fonte, ANSA)

Forse, dunque, alla fine accadrà poco o nulla, ma ciò basta a capire in che razza di clima si sia costretti a lavorare in Italia. Ah, già...Anno Zero. Cattivo Santoro, che fa vedere agli Italiani il discorso di Grillo trasmesso su Ecotv! E anche lì, Travaglio!! Sempre pronto a creare scompiglio, neanche fosse...Sgarbi! -un paragone da querela?-
Ecco, dei simili criminali mediatici non possono che meritarsi il Premio Enzo Biagi.
(ANSA) "Nasce il premio 'Enzo Biagi' e la figlia Bice ringrazia 'molto le persone che lo organizzano e quelle che lo riceveranno'. Il riconoscimento andra' - in una cerimonia che svolgera' sabato 10 a Pescara - al programma Annozero, ai giornalisti Roberto Saviano, Marco Travaglio, Rosaria Capacchione, Lirio Abbate, Peter Gomez."

Che dire, tutto torna, no? Assolutamente nessuna contraddizione. La professionalità paga in premi e multe.

I conduttori e i programmi vengono sanzionati -sospesi?-, Travaglio non si vedrà più in video per altri due o tre anni, tornando a far compagnia all'amico Luttazzi; proprio Luttazzi, che da parte sua è il primo stroncatore dell' uomo Fazio -dopo le scuse lette domenica, sul suo blog scrive: "Vi siete convinti, adesso, che Fabio Fazio è patetico? Quante volte ve l'ho detto? Ehi! Credevo teneste il conto!" - fa notare l'ultima assurdità del caso: quando nel 2001 venne chiuso Satyricon forse solo una frase non finì, incredibilmente, alla gogna:
"Siamo passati da De Gasperi a Berlusconi, da Togliatti a Rutelli. Se questa è l'evoluzione politica, per il 2008 credo voteremo per delle piante.
Comunque Rutelli non è senza speranza. Se hanno ricavato penicillina dalla muffa, qualcosa da lui ricaveranno."


Insomma, la battuta era pure vecchia. Se certa gente non avesse paura dei propri scheletri, il problema semplicemente non si porrebbe.
Per restare su un tono satirico, la predizione di Luttazzi era ottimistica: le piante non ti fanno causa se le insulti.

Disgustomatico.


P.s: capisco la posizione di Luttazzi. Fossi nei suoi panni la penserei anch'io come lui. Quando intervistò Travaglio lo incalzò, fece le domande e perse il posto. Dall'altra parte, Fazio si dissocia, legge le scuse da bravo capoclasse e si salva le chiappe. Uno è un uso criminoso, l'altro no. Viva Daniele!

R



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