3.6.08

Vauro i fascisti e i rifiuti

Tornando con la mente all'episodio nero del mese scorso, ho pescato su youtube questa storica sequenza di vignette satiriche create e raccontate da Vauro durante la puntata di Annozero dell' 8 maggio scorso.

A chi pretende di spiegare cos'è la satira consiglio di studiare attentamente questo filmato, perchè questa è la satira. E' arguta, è irrispettosa, è pungente, è sfacciata, è un pugno sui denti.
Per tutti questi motivi, suona come sacrosanta verità.



Mi è quindi tornato in mente quando due settimane fa ho stramaledetto l' On. Mussolini nel momento in cui, ospite di Santoro, ha "pensato" bene di corredare l'ultimo dei cinque minuti "di respiro" dedicati al disegnatore con un simpatico sottofondo molto argomentativo: "Ma non è satira. Non è satira, non è satira...".
Questo il video:



Prima cosa: la signora ci ha abituati a sostituire qualsivoglia dialogo "illuminato" con ritornelli improvvisati a un tono fastidiosamente alto volti a trapanare il cervello dello spettatore. La cosa, ormai, penso abbia rotto i "ministri dell'interno" (hahaha, che idiota sono!) a mezza Italia.
C'è un'altra persona che come lei ci delizia di continuo in questo modo. Si chiama Sgarbi. Allora, visto che hanno pure un buon feeling, li inviterei a instaurare un bel litigio imbarazzante sul futurismo e D'Annunzio, per tutta la vita magari, ma a Mururoa, ad esempio.


Secondo, ricordo un' altra persona che sapeva benissimo cosa fosse la satira. Era suo nonno, signora Mussolini. Un uomo che ha mosso i primi passi di gloria bruciando redazioni di quotidiani per poi deliziare gli italiani con censura e epurazioni. La foga di queste righe non si spiegherebbe senza il legame di parentela, che rende insopportabile il fastidio provato in quel minuto di satira deturpata dallo starnare di un qualsiasi politichetto o cortigiano della tv: "non è satira" suona "non si può dire, qualcuno dica qualcosa, lo faccia star zitto, fermatelo" , parole che trasposte agli anni '30 avrebbero avuto un altro sapore.

A me non importa tanto chi è o è stato fascista e chi no. Semmai distinguerei tra chi si rende conto dei sintomi e delle conseguenze di un controllo di regime, l'avere una sola voce, a senso unico, che viene dall'alto, e chi no, o peggio, è a favore e ci marcia.
E' evidente che in famiglia questo problema non s'è mai nemmeno posto e che alla nipotina, che di sicuro conosce bene la potenza del mezzo, piacerebbe avere il potere di far tacere le voci dissonanti e discordanti, ma non avendo, povera, il controllo del nonnino si limita nel suo piccolo a martellare fino all'ultimo "no no no no no no" perfino nei pochi minuti in cui qualcuno -ragionando- ci fa sorridere con il suo genio artistico.
Avrei voluto urlarle in faccia in diretta una frase -tanto per cambiare- Daniele Luttazzi: "la satira informa, deforma e fa quel cazzo che le pare".



...domattina ho un esame...

Hasta luego.

R

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