31.7.08

Consigli per un buon governo 1

Come promesso, ecco il primo consiglio rivolto a chi sta al potere o lo sarà in futuro.


Visti i molti recenti episodi di conflitto tra il governo e l'Unione Europea parto da una riflessione teorica sulla sovrastruttura di cui facciamo parte insieme ad altre 300 milioni persone.
Siamo l'unico paese -ed è triste ammetterlo- che periodicamente si trova in conflitto con le istituzioni comunitarie.

Questo perchè vediamo in certe direttive e sanzioni un' intromissione di terzi nelle nostre istituzioni.
Invece, noi piccoli italiani, dovremmo entrare nell'ottica nuova di essere cittadini europei di origine italiana. Le frontiere non esistono più, accidenti; siamo alla pari e liberi dappertutto, per scelta, un cambiamento incredibile per ogni stato, una possibilità da cogliere. La vita nel nostro piccolo continente frammentato si avvicina sempre più a quella dei cugini USA: si circola tra uno stato e l'altro (si usa la stessa moneta), passando da una giurisdizione all'altra; da una legislazione all'altra, ma tutte in cooperazione e complementari tra loro. La differenza è che da noi in Europa tra uno stato e l'altro cambiano anche lingua, segnaletica, usanze. Ma va bene: "In varietate concordia" é il nostro motto; uniti nelle diversità.

E allora, avete mai visto New Jersey e Massachussett beccarsi tra di loro o il governatore dell'Illinois dare contro al governo di Washington?
Certo, molti diranno che tra noi e l'America ci sono milioni di differenze e che il paragone é difficile (da noi la sovranità è dei singoli stati, come pure le costituzioni e le autorità sono date in delega al governo centrale), ma sto ragionando su uno schema mentale: ognuno al suo posto e fare bene il proprio lavoro insieme.
In questo senso, da lontano, si può dare ragione a chi anni fa azzardò un paragone forzato affermando che l'Italia potrebbe essere la Florida d'Europa; almeno in senso geografico, entrambe penisole a sud, meta di vacanzieri e con una forte immigrazione -clandestina- .


E non è vero che Bruxelles ci succhia l'anima. La Spagna campione d' Europa con cui siamo battibeccando per ogni cosa dalle ultime elezioni, con i fondi europei ha compiuto miracoli.
Noi, piccoli italiani, scialacquiamo ogni nuova agevolazione in consulenze, in debiti e più in generale in un sistema inefficiente che ripartisce male e sperpera ancora più delle amministrazioni.

Sono favorevole al federalismo. Allo stesso tempo, sono preoccupto per cosa potrebbero fare in autunno gli amici celti e il Ministero della semplificazione.
Non sono uno di quei "paroni a casa nostra", ma penso ai possibili miglioramenti nella burocrazia normativa e nelle iniziative sia tra regioni interne, sia transfrontaliere. -Esempi? Energia, rifiuti, risorse, infrastrutture, trasporti. E' il meccanismo alla base delle euro-regioni...una concetto astratto per la gran parte degli italiani, circondati dal mare. Ma se si pensa a Trieste o a Gorizia-Nova Gorica, le cose cambiano.

A proposito di Europa, allargo il post e rispondo pure a Beppe Grillo -visto come vanno le cose tra alcuni anni il destinatario di queste parole potrebbe pure essere lui!-, che in uno dei suoi ultimi post ha scritto che il referendum per la ratifica del trattato di Lisbona è un' urgenza.
E' uno dei -rari- interventi del comico che mi trovano in disaccordo, per almeno due buoni motivi. Il primo é che i due opinion leader di punta (o uno, il Veltrusconi) sono entrambi favorevoli alla ratifica e che dunque, dopo una adeguata copertura mediatica (o martellamento) prima del voto, gli italiani voterebbero comunque a favore.
Il secondo e più fondato motivo é che non sono d'accordo con il fatto che un voto di protesta di due milioni di abitanti -l'Irlanda- mandi in crisi un ottimo piano B alla vera costituzione del 2004 e condiviso da tutti. Tanto più che il Trattato va incontro proprio all'insoddisfazione manifestata dal voto irlandese: migliore rappresentanza, maggiore solidarietà, obbiettivi ambientali, minore burocrazia e competitività e persino la possibilità di recedere dall'Unione (soddisfatti o rimborsati!).
Insomma, un buon trattato, non il migliore possibile, ma perchè restare così se le cose vanno male?
Grillo, ha fatto due esempi, partendo però da un errore di fondo, ossia paragonando Costituzione e Trattato. L'errore sta proprio nei due termini.

Giustizia: Cost. italiana - "I giudici (potere giudiziario) sono indipendenti dal Governo (potere esecutivo). "
Trattato di Lisbona - "La Corte di giustizia (europea) è composta da un giudice per Stato membro. È assistita da avvocati generali ... Sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri..."

Primo esempio, primo errore: in Italia i giudici sono indipendenti, a Lussemburgo i rappresentanti della corte vengono eletti da ogni Stato membro per sei anni...é già così. Dovendo rivolgersi a 27 legislazioni differenti, il Trattato parla di governi, ma penso sia limpido affermare che sottintenda nei limiti e secondo i singoli ordinamenti.


Guerra: Cost. italiana - "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."
Trattato di Lisbona - "La politica di sicurezza e di difesa comune costituisce parte integrante della politica estera e di sicurezza comune. Essa assicura che l'Unione disponga di una capacità operativa ricorrendo a mezzi civili e militari. L'Unione può avvalersi di tali mezzi in missioni al suo esterno per garantire il mantenimento della pace, la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della sicurezza internazionale, conformemente ai principi della Carta delle Nazioni Unite. L'esecuzione di tali compiti si basa sulle capacità fornite dagli Stati membri."

Basta l'ultima frase a sciogliere il bandolo. Lo Stato é comunque sovrano e sceglie. Sceglie se mettere in pericolo la vita dei propri figli per il rischio di un male superiore, sceglie se fornire mezzi, aiuti, fondi. Nel rispetto delle garanzie internazionali delle UN.
Anche in questo caso, lo facciamo già, in Kosovo e in Libano.
Ennesimo esempio di come firmiamo leggi e accordi e poi ce ne infischiamo, a casa nostra in primis.

Se a differenza mia non siete dei ferventi europeisti, niente paura: se e quando il Trattato da respingere entrerà in atto, potrete sempre provare a fare richiesta di recessione.


R

Nessun commento:

Posta un commento