22.8.08

Spasiba, dasvidanjia

Di ritorno dalle ferie, c'è un problema aperto -dannatamente grosso-.
La Guerra nel caucaso.
Ma cosa è accaduto realmente? Per quale motivo ci sono, ci siamo arrivati? Per dare un'idea sulla piega degli eventi, il miglior candidato é il "professor" Grillo, maestro di semplificazione ed esemplificazione.


"La Georgia ha bombardato l'’Ossezia del Sud. Un piccolo Stato, una media provincia italiana. La stima è di 1300 morti. Quasi tutti civili. La Russia ha quindi invaso l' Ossezia con i suoi carri armati e bombardato Tbilisi, la capitale della Georgia. Nel frattempo Putin e Bush si scambiano convenevoli alle Olimpiadi dell’Ipocrisia e l'’Unione Europea tace. E'’un' altra guerra che si combatte per l'’energia. Dal Kazakistan petrolio e gas potrebbero arrivare in Europa senza passare in territorio russo. La Georgia è armata da Israele e dagli Stati Uniti. Il suo presidente si fa riprendere tra la bandiera nazionale e quella dell'’Unione Europea, di cui la Georgia vuol entrare a far parte. L'’Ossezia è un episodio della guerra mondiale per il petrolio iniziata con la prima invasione dell'’Iraq nel 1991. Saddam attaccò il Kuwait e Bush padre intervenne. Non per liberarlo, ma per impedire a Saddam di controllare i flussi di petrolio del Golfo Persico. Bush figlio terminò il lavoro con la panzana delle armi di sterminio di massa. Pensate che agli americani interessi il destino degli abitanti del Kuwait o dell’Iraq, quando gli Stati Uniti non hanno mosso un dito per i genocidi del Ruanda e del Darfur? La Cina compra petrolio dall’Iran, probabilmente lo arma. L' Iran vuole imporre il petrol-euro al posto del petrol-dollaro. Israele minaccia di bombardare l’Iran per la sua politica di sviluppo nucleare. La Cecenia è strategica per gli oleodotti russi. Questo è il motivo dei massacri ceceni e della guerra permanente. Il mondo è diviso in zone d'’influenza del petrolio. Dove ci sono pozzi di petrolio c'è una guerra o un’occupazione militare (quasi sempre). Dove è strategico il passaggio di petrolio c'è un conflitto armato (quasi sempre). I G8+1 (la Cina) e -1 (l’Italia) si riuniscono periodicamente per concordare le zone di influenza energetica. Tra loro la guerra non può scoppiare. Fanno massacrare i loro sudditi in guerre minori. Avamposti mascherati che comprano (anche) le loro armi. Business doppio: armi e petrolio. Beati i popoli senza pozzi di petrolio perché erediteranno la pace."

Amen, dico io.
A questo si possono aggiungere le garanzie per cui la Russia si è sentita libera di muoversi.
La Federazione Russa è una neo-democrazia la cui forma si avvicina ad un fascio-comunismo, come lo chiama Marco Travaglio in un suo articolo.
Insomma, è come un bambino che sta finendo su una cattiva strada, sull'esperienza dei propri genitori e degli esempi che lo circondano.
E guardando agli anni recenti, questi esempi stati ottimamente rappresentati da organismi internazionali quali la NATO e l'ONU: a) attacchi preventivi a paesi strategici (USA - Iraq); b) il riconoscimento dell' indipendenza unilaterale di una regione da un Paese (Kosovo-Serbia).

Dal punto di vista russo, quindi, il concetto di democrazia moderna risulta probabilmente poco serio e il problema del rispetto delle regole un ostacolo aggirabile con poco sforzo. Non deve dunque stupire un intervento simile, dove a+b vengono applicati a Georgia, Ossezia ed Abkazia (che ieri ha proclamato la propria indipendenza unilaterale).
Quello che mi stupisce è che non uno dei presunti "analisti" mediatici sia riuscito a tracciare una linea tra gli eventi.
Scelta di linea o mancanza di illuminazione?
Ci avranno gia tagliato il gas...

R

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