9.9.08

Le idee chiare

In città impazza il fuoco incrociato sulla questione base USA. Tra i principali attori figura un folcloristico guascone che da anni occupa la ribalta politica locale. Decido così di pubblicare integralmente un articolo sul personaggio in questione e le sue affermazioni, da me scritto e distribuito tra la gente a fine giugno.






Silvano Giometto, 61 anni, vicentino, ex aviatore Alitalia in pensione da 20 anni. Nel 1999 fonda No privilegi politici, il suo movimento personale, che sin dal nome esplicita una guerra dichiarata a stipendi e pensioni di quella che oggi indichiamo come “casta” e alle pensioni anticipate dei politici.
Giometto urla insomma: “Dobbiamo fare qualcosa: eleggete me, così poi ci abbasserò gli stipendi!”
La gente, per qualche motivo, non si fida; da quasi dieci anni Giometto si candida alle elezioni con un riscontro minimo e costretto nell’angusta sede di Via IV Novembre.
Alle ultime elezioni politiche, in un disperato tentativo di rastrellare qualche voto e il rimborso elettorale, la lista aderisce al simbolo dei “Grilli parlanti” con un variegato gruppo di partitini ad personam, tra cui spiccano No euro, Lega padana e Forza Roma, riuscendo a totalizzare tutti insieme lo 0,18% alla Camera (66.844 voti) e lo 0,15% al Senato (49.476 voti), circa la metà –ad esempio- del Sudtirol Volks Partei o del movimento del dott. Montanari Per il Bene Comune.
Alle elezioni amministrative per il Comune di Vicenza, invece, la lista No Privilegi Politici totalizza 913 preferenze (1,46%), Giometto addirittura 1283 (1,77%), lo 0,5% in meno dei veri “grillini” e del loro fresco candidato Marchiani.
Il 27 marzo Giometto dichiarava
sobriamente:
"Vinco sicuro. Se i vicentini non si sono ammattiti, sarò io il nuovo sindaco. Come potrebbero dare il potere a uno degli altri 11 candidati sindaco?" e alla domanda "Quanto le costa questa campagna elettorale?" rispondeva: "Tranquilli, un pilota Alitalia non è un morto di fame: è in grado di sostenere questo tipo di spese".

A tre mesi da queste affermazioni, dopo l’ennesima sconfitta e un vuoto annuncio del proprio ritiro dettato dallo sconforto, Giometto raccoglie entusiasta le firme degli ammattiti che ancora una volta lo hanno snobbato per salvaguardare il progetto USA e lancia proclami sulla stampa locale screditando la nuova maggioranza e i movimenti spontanei che l’hanno appoggiata.
Giometto
, capace evidentemente di puntare solo sul malumore degli sconfitti, senza batter ciglio ha compiuto un balzo felino sull’altra sponda, irritando il movimento Sì dal Molin e scontrandosi a distanza con Roberto Cattaneo. (il portavoce del comitato pro-base, n.d.r.)

Da tutto ciò risulta il ritratto di un personaggio dalle idee chiare, che campa con una lauta e precoce pensione e denuncia i compensi dei politici, candidandosi al loro stesso vitalizio; che appoggia l’abolizione dell’Euro, con la stabilità economica che assicura, contro il percorso storico del nostro paese e la naturale alleanza con il nostro continente, per applaudire poi la partecipazione a un nuovo progetto militare con gli amici USA per i benefici economici che assicurerebbe alle imprese locali, denunciando come ideologiche le prese di posizione della controparte.

Un personaggio, infine, che alle ultime elezioni amministrative ha raccolto un consenso bassissimo e ora nelle sue dichiarazioni denigra quanti sono contrari alla base, affermando che corrispondono al 5% di vicentini che ha votato per la lista No dal Molin: “Non sono nessuno”.
Sa bene di mentire; sa bene che, oltre alla lista civica, vanno aggiunti al movimento
no base almeno i voti della Sinistra Arcobaleno (2,7%), di buona parte degli elettori diretti del sindaco Variati e probabilmente anche della totalità dei “grillini” (2,5%) , ben capaci di riconoscere dove sta la demagogia. 

Non è importante se siate favorevoli al Dal Molin, riflettete, però, prima di aderire a un’iniziativa controversa mettendoci la vostra firma.
L’unico scopo di questi banchetti è usare l’umore della gente per appagare il bisogno fisiologico del lo
ro promotore di stare sotto i riflettori, rinvigorire la stima di un irrisorio manipolo di fedeli in un leader fallimentare e prolungarne il rantolo, fornendo al loro portavoce un’arma -le firme- per i sermoni urlati da Ponte degli Angeli negli anni a venire. 

“I schei? Questione ideologica”

Giometto punta il dito: “Chi è contrario alla base è vittima di ideologie e demagogie”, lasciando intendere che se si parlasse di una base russa, magari, nessuno batterebbe ciglio. Alla faccia della demagogia. 

Difendere le imprese che lavorano per i militari americani è legittimo, ma è pure una posizione cieca sui motivi di fondo che spingono gli USA a scegliere Vicenza come luogo di relax e training per i propri soldati.
All’interno dei recinti di filo spinato c’è gente
in guerra.
Di offesa o di difesa, questo è ciò che fanno.
Il mese scorso l’ Italia ha firmato la moratoria internazionale delle bombe a grappolo. Tra i pochi non firmatari -sorpresa- risultano gli Stati Uniti. I nostri ospiti sono così ancora liberi
anche di trafficare e sganciare questi ordigni che sono “ a tutti gli effetti armi di distruzione di massa [...] la modernizzazione delle vecchie mine antipersona. ” *

Ordigni che rilasciano 200 piccole mine su una superficie di 1 km², delle quali il 40% rimane inesploso per anni. A Vicenza abbiamo ancora ordigni inesplosi dopo 60 anni a rinfrescarci la memoria su cosa questo significhi. Con la differenza che i nostri figli sono liberi di giocare tranquillamente per i campi senza subire questa fine.

 A noi persone libere da ogni ideologia, però, cosa importa? I nostri liberatori ci amano e ci proteggono da una simile sorte e per giunta hanno scelto proprio la nostra terra per esportare capitali e democrazia.
Dovremmo esserne
onorati.


* Peace Reporter

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