9.11.08

I'm a troublemaker

Il sottotitolo del blog recita, tra l'altro "recensioni, charts e indie music", ma di esempi per ora ce ne sono stati ben pochi.
I motivi sono essenzialmente due: il primo è che non ho potuto ascoltare troppa musica negli ultimi mesi, essendo impegnato a preparare i pezzi da registrare con gli
Zoysie (che mi hanno preso a bordo e che approfitto per salutare!) ed essendo ripartito, da poco, in grande il mio side project, Anemic Cinema .
Il secondo motivo è il frastornante periodo politico che si è appena concluso(elezioni politiche, amministrative, americane e referendum) e, ammetto, mi ha preso la mano.
Oggi, finalmente trovo il tempo per recensire un disco da poco uscito: il
Red album dei Weezer.
Un album che vola alto e conferma i Weezer una certezza del rock.

La band sembra intenzionata a esaurire la scala cromatica della musica, dopo i Blue e Green album e Pinkerton (ricordo che ci sono già il White album dei Beatles, il Black album dei Metallica e lo Yellow album, colonna sonora dei Simpson), con un nuovo lavoro che abbandona le atmosfere malinconiche e eighties del predecessore Make believe per tornare al sound delle origini, distanti ormai 14 anni.


Parliamoci chiaro: la musica dei Weezer è altamente standardizzata e canonica. Non vi troverete mai virtuosismi di sorta. Ma ogni arrangiamento e parola sono incastonati alla perfezione in gioielli fatti di chitarroni e melodie "catchy". E' lo stesso leader River Cuomo a ironizzare sui clichè della pop music che fanno parte del dna della band e che ne hanno determinato la fortuna, in uno dei piccoli capolavori disseminati in questo sesto lavoro: Pork and beans.
Vale la pena perdere 5 minuti a leggere i testi almeno una volta per godersi al 100% la musica dei Weezer. Solo così si colgono appieno il loro umorismo, la dolcezza e la profondità. Imprescindibile quello di Troublemaker.
Ancora, sorprende
The best man that ever lived, un brano di sette minuti (ben oltre i canonici tre che la band ha sempre rispettato). Una canzone che ogni due giri rivisita la stessa melodia dell'inno di introduzione con ritmi e dinamiche sempre diversi (si passa dal ritmo hip-hop in apertura a un coro a cappella che strizza l'occhio ai Queen, fino al finale in stile Sex pistols).
Degne di menzione, inoltre,
Everybody get dangerous, che va a disturbare nientemeno che i Red hot chilli peppers e My heart song, unica ballata, più eclettica di quelle dei dischi precedenti.
Il resto dell'album si colloca nella media della discografia.

In definitiva, è un disco ispirato, allegro, studiato per piacere alle masse ma che per le tante chicche che racchiude può essere apprezzato anche da "veri rockettari".

Voto: 8,5

N.b: come ci avevano già dimostrato Buddy holly e Island in the sun, l'estro dei Weezer non si limita all'aspetto musicale, ma si estende ai loro videoclip. Questo è il video di Pork and beans, primo singolo, che riporta alla mente i video vintage di Mtv, stile Beavis and Butthead, e le coreografie fai da te di Fatboy slim.
Lo candido alla nomina per Best Video per il 2009.

R


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