15.1.09

Tutela e proprietà intellettuale

Mentre ero in dubbio se scrivere di musica o di politica, è giunta in mio soccorso la bella notizia che il Governo italiano ha istituito un comitato antipirateria digitale, per contrastare l'espropiazione della libertà intellettuale. Con questo nobile fine, si tenta nuovamente di imbrigliare internet; si spenderanno milioni in stipendi, uffici e consulenze, senza nemmeno ben sapere cosa si combatte. Si scaricano gratis musica, film, videogames e programmi tv. E la risposta si risolve per metà in "campagne di sensibilizzazione" e per metà in un coordinamento con tutti i settori interessati (in particolare i provider) per "tutelare i diritti della creatività e della cultura". A coordinare il comitato è stato chiamato il Segretario generale della Presidenza del Consiglio, Mauro Masi sotto la longa manu del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti.

Quasi mi scende una lacrimuccia. Questi eroi vengono a salvarci (sono in primo luogo un musicista e un compositore)! E come? Ma facendo pubblicità, ovvio. Finanziata, ovvio. E pagando un comitato per chiedere consigli su come limitare il fenomeno della pirateria, scrivere una bozza infarcita di retorica e buoni propositi, ma per portare a cosa non si sa, come al solito. Come al solito, spero, nulla.
Già, perchè un nulla di fatto sarebbe il migliore dei casi; il vero pericolo è che tutte le scartoffie, i viaggi e le telefonate portino davvero a qualcosa.

Cari i miei onorevoli, volete due consigli?
Il primo riguarda i video. In Italia non si possono comprare serie tv o film su itunes, perchè manca una legge sui programmi tv in internet. Ma quando in Italia si parla di tv, si sa che il problema è ben più a monte. Se sono un fan di Lost, potrei benissimo comprare l'ultima serie per pochi euro. Non potendo, la scarico. La colpa è mia o di un vuoto legislativo e di chi non lo colma?

Secondo consiglio: la musica. Volete tutelare il diritto d'autore? Cominciate con lo smantellare la Siae! Quel residuato di associazione a delinquere che sta sul groppone di tutti gli italiani. Non importa se vogliate mantenerla. Riscrivete lo statuto da capo!
Io che odio i bollini Siae che coprono le copertine dei cd, li strappo sempre. Per questo motivo, potrei essere multato per migliaia di euro, perchè considerato alla stregua di un pirata.
Per proporre della musica bisogna iscriversi alla Siae (200€) e ogni anno si "paga il pizzo" per vedere fruttare, prima o poi o forse mai, dei diritti d'autore. Paghiamo la Siae quando compriamo qualcosa al supermercato, pranziamo al bar, entriamo in discoteca, ovunque vi sia un altoparlante con della musica! E, ovviamente, quando acquistiamo cd o film. In genere, dal 5% al 10% del prezzo di un prodotto. Tutto questo denaro dovrebbe fare comodo agli artisti...perchè, come tanti, sono contrario? Perchè i soldi fanno degli strani giri e per lo più finiscono agli artisti che hanno venduto di più l'anno precedente, al ballo liscio, ad alcuni eredi di artisti sepolti e a parenti degli alti dirigenti SIAE. Il solito affare italiano.

Il minimo da fare sarebbe ridistribuire le uscite, magari in proporzione alle riproduzioni effettive e, parlando di internet, ai download. Per il resto, i musicisti su internet se la cavano abbastanza bene, Possono far ascoltare la propria musica, su Myspace, Last fm e Bebo, possono venderla, grazie ad alcuni store, possono tutelarla, con Creative Commons, possono promuoversi in mille modi.
Non servono norme, semmai, l'unica sarebbe bloccare i server di emule e dei torrent, ma sarà possibile? E ne vale la pena? Gli esempi sono tanti. Ho un cd, si graffia o lo perdo. Davvero rubo se me ne scarico una copia? Oppure se scarico un videogame fuori produzione? O se decido di rivedere un film introvabile degli anni 80?

Ecco che allora, quando poi andando a cercare si legge che la persona incaricata di fare ordine in internet, Mr. Masi è dal 2002 commissario straordinario della Siae, se si ripensa al fatto che costui dice di voler tutelare le opere intellettuali, non ci si può illudere che ne venga fuori qualcosa di buono.

[...]Se Gianni Letta è il braccio destro di Berlusconi, lui, Mauro Masi, è quello sinistro. [...]Da capo del dipartimento Editoria a commissario straordinario della Siae, fino al gran colpo del 10 marzo scorso quando è stato nominato al grado più alto della pubblica amministrazione: quello di segretario generale di Palazzo Chigi[...]

(da Prima Online, aprile 2005)

Visto che in questo periodo è sotto i riflettori della stampa, vi invito a iscrivervi al gruppo Aboliamo la Siae su Facebook.



Fonti e link:

Report: il sottofondo della Siae (video e testo)

Nessun commento:

Posta un commento