18.3.09

Sono tra noi!

Gli eroi sono tra noi. E non parlo della polizia municipale!

Sono i giustizieri. I paladini delle tenebre. Gli eroi mascherati. E non è uno scherzo!

 Per anni mi sono nutrito di cultura fumettistica, e spesso nella loro storia i comics hanno affrontato il tema della convivenza del mondo con i supereroi. La realtà narrativa di queste storie, per giustificare la presenza di tali personaggi è ricorsa alla fisica quantistica, abbracciando la tesi della coesistenza di infinte linee temporali parallele: la Terra popolata dai supereroi Marvel è la n. 616. Un universo narrativo, alternativo ma del tutto simile al nostro, vivo e in continua evoluzione con il passare degli anni e delle stagioni. Dall' innocenza e dal candore della lontana epoca d'oro (nella prima metà del secolo scorso), i comics americani sono diventati sempre meno semplicistici, fino ad approfondire le possibili ricadute sociali di un mondo "costretto" a convivere con i vari superesseri che popolano la continuity fumettistica*.

Gli albi della Marvel Comics in particolare, negli ultimi dieci anni hanno tentato di rendere le storie più verosimili e più vicine a un contesto reale.
La ricaduta immediata è che nella realtà si muore. 

Il primo grande esempio di questa nuova linea editoriale non può che essere l' 11 settembre. La redazione sulla 5th avenue non poté non rimanere shoccata dalla brutale esperienza e regalò alla Nazione un toccante albo in cui i più grandi supereroi della Casa delle Idee aiutavano in silenzio a rimuovere le macerie delle Torri Gemelle, affrontando la frustrazione per la loro impotenza davanti all'imprevisto e tragico evento.

In seguito, Capitan America avrebbe raggiunto le truppe americane in Afghanistan, mentre in patria la situazione sarebbe diventata sempre più cupa: l'insofferenza della popolazione inerme di fronte alle scorribande e ai danni dei titanici scontri tra super-esseri sfociò presto nella Guerra Civile fra supereoi.

Fino ad allora la presenza del Governo e della politica nel mondo dei fumetti si era limitata a piccoli cammeo presidenziali (Reagan, Clinton, Bush jr e perfino Romano Prodi all'epoca della presidenza europea);con la Civil War, complice il clima della guerra al terrorismo di Bush e delle sue leggi per la sicurezza nazionale, venne creato uno scenario che pose gli eroi davanti a un bivio: registrarsi come truppe speciali ed essere amministrati dal governo o finire alla stregua dei peggiori criminali in un carcere di massima sicurezza.

La strada per arrivare a questo evento venne preparata con cura. Serviva un evento con un enorme risonanza mediatica, per accendere la miccia. L'escamotage venne trovato in una scaramuccia in diretta tv, con protagonista una nuova formazione di “eroi” (i New Warriors), messa in piedi a tavolino per il primo reality show sui supereroi! La rissa terminò d’improvviso con l'esplosione di una scuola elementare e degli eroi stessi. Ne seguì l'atto di registrazione e una lacerazione del fronte supereroistico che finì con la vittoria del fronte governativo e la morte del disertore Capitan America. Dalle pagine trapelava il sentimento di come con quella storica perdita (il personaggio venne ideato negli anni della II guerra mondiale e nelle sue prime strisce lottava contro il Reich) simboleggiasse la fine del sogno americano. Un malessere che proveniva dall'esterno delle vignette.


Proprio da queste vicende si dipanò una miniserie
spin-off tra le più innovative e coinvolgenti di sempre: Frontline, che narrava l'intera vicenda della “guerra delle maschere” dal punto di vista di una cronista d'assalto newyorkese, Sally Floyd. Le interviste ufficiali ai fiancheggiatori del governo, le inchieste sul fronte degli eroi clandestini, i reportage sui disastri degli scontri tra le vie di New York, i complotti delle eminenze grigie del governo dietro a tutto...
Con Frontline
la cronaca entrò nei fumetti, portando a immedesimarsi nella vicenda da un punto di vista interno e umano, mettendo il lettore davanti alle domande che ci porremmo tutti noi (e i media) nel relazionarci con uomini talvolta vicini a divinità, altre solo ridicoli e odiosi, e potenzialmente quasi sempre pericolosi. 

Ebbene, in questi giorni è avvenuto l’esatto contrario: il fumetto è entrato nella cronaca.

L’Italia ha il suo primo vigilante in costume. Si chiama Entomo. L’insetto che “inietta giustizia” nella società. La notizia è di qualche giorno fa. Entomo vive a Napoli e la notte vigila le strade della città armato unicamente di coraggio, agilità, qualche gadget, una maschera e un telefono per avvertire le forze dell’ordine.

Entomo è il primo Real Life Superhero italiano; gli Stati Uniti ne hanno a decine, riuniti in “Leghe” a seconda delle zone di appartenenza. Stime non ufficiali parlano di 150/200 eroi attivi su tutto il pianeta, molti dei quali dai nomi bizzarri e i costumi improbabili; su Reallifesuperheroes.org c’è l’archivio di quelli americani, altri, come il nostro Entomo, si possono trovare su myspace; in effetti, pare che il mondo ne sia pieno e il loro numero è in continuo aumento. Il pensiero di poterne incrociare uno può far sorridere, ma è pure bella l’idea che sul nostro sonno possa vegliare un paladino senza paura e che le strade siano un luogo un po’ più sicuro.

Perché i supereroi nascono quando è il mondo ad averne bisogno.

 

R


*L’esempio più celebre è la grafic novel Watchmen, in cui Alan Moore ha immaginato quale piega avrebbe potuto prendere la storia moderna nel caso della nascita di un superessere immortale e onnipotente, da cui è stato tratto dopo vent’anni lo splendido e fedele film oggi nelle sale.

 

 

Nessun commento:

Posta un commento