5.10.09

Il futuro è dei pirati

Inoltro il messaggio di auguri al nuovo Movimento di Liberazione Nazionale del fondatore e leader del Partito dei Pirati svedese, Rick Falkvinge.

Perché il nostro movimento è ineluttabile

Nonostante non sia potuto venire, ho voluto almeno inviare un saluto.
Stiamo vivendo tempi interessanti. Potere e menzogne stanno sempre con chi ha il vantaggio dell'informazione.
Se un gruppo di persone sa più di un altro gruppo di persone, il gruppo di persone con il vantaggio informativo arriverà gradualmente al potere. Le persone con il vantaggio informativo hanno sempre cercato di mantenere questo vantaggio, per mantenere il controllo dell'informazione, per mantenere il controllo della nostra cultura e conoscenza.
Nei tempi medievali la chiesa cattolica aveva il monopolio sulla cultura e la conoscenza. Il prete di paese poteva dire ai paesani tutto ciò che poteva servire loro.
Quando la stampa arrivò nel 1453, la chiesa cattolica ha cercato di censurarla perché metteva in pericolo la sua supremazia sulla conoscenza. Ed ebbe successo in Francia nel 1535.
Il Regno Unito ha adottato un approccio diverso: realizzò che non poteva bandire la stampa perché la tecnologia era adottata da sempre più gente che voleva stampare e condividere. I britannici adottarono quindi un altro approccio: diedero un monopolio a un ente particolare. Solo questo ente poteva stampare libri e volantini e in cambio i reali potevano decidere cosa poteva essere stampato o meno. Questo meccanismo fu istituito il 4 maggio 1557 e si chiama copyright ed è ancora in giro oggi.
Questo trend è arrivato fino ai media moderni. Dappertutto qualcuno è rimasto aggrappato al potere dell'informazione. Quando arrivarono i giornali, chi li controllava controllava la visione del mondo delle persone.
Quando i movimenti socialisti e dei lavoratori arrivarono e crebbero forti all'inizio dello scorso secolo, le presse stampavano anche i giornali dei lavoratori. In Svezia però furono costretti a farsi stampare i giornali in Danimarca e traghettarli fino a noi via mare perché in Svezia nessuno li avrebbe stampati. Queste idee erano troppo pericolose per essere lasciate in mano al pubblico.
Poi arrivarono le radio. Stessa cosa. I governi hanno subito reagito dicendo che questo era pericoloso: "tutti possono condividere le idee. Questo è pericoloso. Dobbiamo avere subito un monopolio". E subito arrivarono monopoli radiofonici ovunque in Europa. Tutte le nazioni avevano la loro radio nazionale.
Stessa cosa è successa quando arrivò la televisione negli anni '50. immediatamente arrivò il monopolio per controllare la conoscenza e l'informazione.
Quando la televisione satellitare arrivò alcune nazioni discussero pure sull'impedire il possesso dei dischi satellitari perché rompeva il monopolio sull'informazione. Tuttavia il costo d'entrata era ancora astronomico. Il pericolo che persone normali potessero trasmettere le loro idee era ancora remoto.

Cosa accade oggi diverso da ciò che è successo in passato?

Qualcosa di estremamente interessante è successo negli ultimi 10 anni. Di colpo se fai parte dell'informazione sei automaticamente anche un editore che pubblica informazione e sei in grado di trasmettere a chiunque altro voglia ricevere informazione. Questo non è mai successo.
Se sei connesso a Internet puoi trasmettere ma anche ricevere. Sei un editore verso il mondo intero. E questo è molto pericoloso per chi oggi ha il vantaggio informativo. I media che vedono il loro ruolo come quello di responsabili di quello che può essere adeguato per il pubblico. E non sto scherzando. Pensano veramente di avere questa responsabilità. Sono sconcertati dal fatto che chiunque può andare in biblioteca e pubblicare le proprie idee al mondo intero. Quello che sta succedendo è che chi aveva il vantaggio informativo sta andando nel panico. Stanno cercando di censurare internet, di bloccarla, di filtrarla: censura bella e buona.
Stanno cercando di trasformare Internet in una TV via cavo, dove si ha la divisione tra trasmettitori approvati che possono trasmettere idee buone e certificate che non mettono in pericolo lo status quo; e ricevitori passivi da divano. "State zitti e ascoltate qualunque cosa vi viene trasmesso". Questo non è più vero.
Questa generazione trasmette in modo più veloce, efficiente e su scala più grande di qualunque generazione che l'ha preceduta.
Il partito dei Pirati ha deciso volontariamente di non dipendere dai vecchi media, ovvero qualunque media unidirezionale. Nei risultati elettorali si è visto che la nostra copertura sui vecchi media era ben al di sotto di qualunque altro partito, fino a dopo le elezioni europee in giugno, quando siamo schizzati.
Al contrario, sui blog abbiamo i tre blog più influenti di Svezia. Su internet si poteva vedere come il nostro partito era citato oltre il doppio del secondo partito più citato sugli oltre 400 mila blog svedesi. Quindi noi sapevamo che sulla rete eravamo il partito di cui si discuteva di più. Questo si traduce nell'essere il gruppo più citato in grandi fette delle popolazione.

Come cambiare la società?

Il punto è qui come raggiungere quei gruppi che stanno diventando molto numerosi. Non abbiamo più bisogno dei vecchi media, possiamo comunicare sotto i loro radar e senza la loro approvazione. Questa è la vera lezione qui.
Non aspettare l'autorizzazione di nessuno, non chiedere il permesso e non aspettare nessuno se vuoi pubblicare qualcosa. Se vuoi perorare una causa puoi farlo direttamente. E non era così dieci anni fa.
Quindi questo è un tema di diritti civili, di libertà di parola, di espressione, di opinione. Dovrebbero essere il governo e i media tradizionali a poter decidere di cosa parliamo, o dovremmo poter scegliere noi di cosa vogliamo parlare? Quest'ultima è diventata la realtà anche se stanno cercando di invertire le cose. Noi dobbiamo poter combattere per i nostri diritti.
Il partito dei pirati in Svezia e in altri parti d'Europa è solo una faccia di questo attivismo.
So che discuterete dei diritti civili e dell'attivismo su Internet qui a Milano nel teatro Smeraldo e spero abbiate delle discussioni molto costruttive. Ricordate che non siamo dipendenti dai vecchi media. Non abbiamo bisogno di chiedere il permesso a nessuno.
L'ingresso del partito dei pirati nel parlamento europeo ha permesso ai nostri attivisti di sedere tra le 27 persone che stanno determinando il pacchetto-telecomunicazioni per il parlamento europeo. Non abbiamo usato i vecchi media e non ne abbiamo bisogno.
State entrando in una grande rete europea di attivisti che in realtà è mondiale che sta avendo un effetto sempre maggiore sui legislatori che stanno capendo sempre più che non possono uscire e impedire alle persone di parlare. Ma qualcuno ci sta provando.
Per questo ognuno di noi è importante. Ogni discussione è importante. E qualunque pressione possiamo mettere su questi vecchi legislatori. Grazie per avermi ascoltato. Vi auguro discussioni molto costruttive oggi a Milano. Saluti dalla Svezia.

Nessun commento:

Posta un commento