22.10.09

In pasto agli squali

Da giorni non riuscivo più ad accedere a Piratebay. Il torrent engine più famoso e chiacchierato del mondo non è nuovo a simili problemi, visti i suoi guai con le authority e le multinazionali di mezzo mondo. Insospettito ho provato qualche accesso alternativo cercando su Google (il maggiore motore di ricerca) senza alcun riscontro. Così ho provato a cercare notizie su un motore di ricerca più piccolo: Excite (un tempo tra i big).
E finalmente ecco una notizia non oscurata, con la spiegazione che cercavo:

Pirate Bay, annullato il dissequestro in Italia
01-10-09

"Pirate Bay, il sito più famoso al mondo per lo scambio libero di file audio e video, era stato oscurato e poi riattivato anche in Italia dopo la sentenza svedese che ha condannato i fondatori ad un anno di carcere per violazione del diritto d’autore e al pagamento di una multa di circa 2,7 milioni di euro per danni all’industria discografica.

La terza sezione penale della Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura di Bergamo, ha annullato con rinvio, per nuovo esame, l'ordinanza con la quale il 24 settembre 2008 il tribunale della Libertà di Bergamo aveva revocato il sequestro preventivo degli accessi dall'Italia a Pirate Bay. Ad oggi il sito resta ancora inaccessibile e le polemiche aumentano.

L’avvocato Giuseppe Campanelli, insieme a Giovanni Battista Gallus e Francesco Mecozzi, del collegio difensivo di Pirate Bay, ha dichiarato: “Il procedimento in corso a Bergamo è ancora lungo. Ci aspettiamo dalla Cassazione, quando verranno depositate le motivazioni della decisione, una sentenza che sappia coniugare i principi giuridici in materia di informatica e la realtà del mercato e della tecnica, che vanno ad una velocità superiore rispetto alle norme che spesso non stanno al passo coi tempi. Ci sono grandi interessi in gioco e molte tensioni nello stesso mondo delle rock star, divise sulla possibilità che da internet siano scaricabili gratuitamente i loro cd”.

La Fimi, che rappresenta l’industria discografica ha commentato così: "Pirate Bay ha potuto operare impunemente per quasi un anno dopo la decisione del riesame che aveva annullato il sequestro ordinato dal Gip di Bergamo con gravi danni per la musica italiana. Oggi ci troviamo di fronte alla possibilità di ottenere nuovamente il blocco del sito in Italia, così com’era avvenuto nell’agosto 2008". In attesa della sentenza si moltiplicano voci insistenti per la creazione di leggi ad hoc per il settore della musica online. - Excite.it"

Non voglio nemmeno entrare nell'annoso dibattito sul copyright. Mi limito a riflettere su quanto tutto questo sia ridicolo e inutile. La rete è inarrestabile e queste persone si scagliano contro fornitori di servizi. La chiave sta qui: periodicamente sale alla ribalta uno strumento informatico che va per la maggiore e puntualmente finisce nel mirino di qualche potere forte.
Piratebay viene oscurato e subisce il destino di Napster, Google viene filtrato, Youtube boicottato e Facebook, primo social network, messo sotto accusa*. Ma questi siti non sono la rete. Sono gli outsider, e allo stesso tempo i capri espiatori. Noi possiamo scaricare file da Mininova (che aggrega le entries dei maggiori siti di torrent), guardare video su Vimeo e cercare informazioni su Excite, ad esempio. Certo, il passaggio potrà essere spiacevole, ma il vero danno ce l'hanno o avranno le aziende colpite dai legislatori, quelle che hanno saputo guadagnarsi un primato nel mercato, si suppone, per merito, attirando l'attenzione e l'inquisizione.
Faccio mio il motto "loro non si arrenderanno mai, noi neppure"!

R R! (Ahrr ahrr!)



*Discorso a parte sul nuovo polverone politico: su Facebook ci gruppi invocano l'omicidio di Berlusconi. "Odio, intolleranza, minacce" per il tg5. Inchiesta e dibattito. Pura strumentalizzazione: su Facebook da sempre vengono aperti e chiusi ogni giorno gruppi che inneggiano alla morte di praticamente chiunque, gruppi di apologia fascista, simpatizzanti della mafia e chi più ne ha più ne metta. Ora, non le giustifico assolutamente, ma bisognerebbe spiegare ai piani alti che il 90% delle volte dietro a queste pagine ci sono ragazzini subcerebrati (spesso anche under-14) senza niente di meglio da fare. Non mi aspetto che capiscano cos'è un troll o che accettino il fatto che ci sono persone che si divertono a offendere e "minacciare" , spero che qualcuno li informi che Facebook fornisce già gli strumenti per intervenire (segnala abuso), senza bisogno di scomodare autorità e codice penale. Ma in fondo lo sanno già, date le numerose testimonianze di profili chiusi dal giorno alla notte, non per "minaccia aggravata", ma per diffusione di informazioni! Occhio a cosa postate.

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