1.10.09

Mr B e gli italiani secondo i Muse

Ormai siamo al far west mediatico. Tv contro giornali, giornali contro tv, giornali contro giornali.
La musica fino ad oggi ne era rimasta fuori. Ora, invece, la Warner Italia crea il precedente: etichette contro riviste, impedendo a XL, mensile di Repubblica, di intervistare i Muse.
Paura delle domande, forse. O più probabilmente delle risposte.
Ma la Resistenza passa dalla stampa estera.

da XL: Così, The Resistance, s'intitola il nuovo, attesissimo album della band inglese, una delle poche capaci oggi di sfondare il muro dell'indifferenza e di un conformismo sempre più solido e inquietante di cui purtroppo l'Italia sembra essere una sorta di avanguardia, addirittura di laboratorio. Osservato con preoccupazione dal resto del mondo ma anche con interesse perchè è il primo esempio di un Paese inserito in un contesto democratico come l'Europa dove si vanno verificando conflitti di interesse così macroscopici da minare la credibilità delle istituzioni. E dove un premier può minacciare la libertà di stampa come quando Silvio Berlusconi definisce i giornalisti di Repubblica "delinquenti" e chiede agli inserzionisti di non dargli pubblicità per indurli a più miti consigli. Guarda caso i Muse parlano proprio di certe cose: controllo, potere delle corporation che si fonde col potere politico, un mondo come quello raccontato da Orwell in 1984. E parlano anche di Berlusconi e non per sentito dire: Mattew Bellamy, leader del gruppo, vive in Italia. Ma è una star internazionale, non ha bisogno di passare in tv o altro. E quindi si permette di dire quello che vuole. Anche cose non "in linea". Che noi pubblichiamo in questo articolo che siamo stati costretti a comprare all'estero. [...]
Non avevamo altro modo per informarvi sui Muse. La Warner Italia ha infatti escluso XL dalle interviste, malgrado le ripetute richieste. [...] Ci è stato negato persino l'ascolto dell'album, cosa davvero mai vista, arrivando così a danneggiare la promozione stessa dei Muse a cui avremmo voluto dedicare una delle nostre copertine.

[...]

- E' improtante per te vivere in italia?
Matthew Bellamy: "Mi sono trasferito per ragioni personali, ma ho in mente di tornare in Inghilterra tra un anno o due. La mia ragazza studia in Italia, volevo fermarmi tre o quattro anni e poi rientrare, ma forse resterò. Quando fai parte di una band non hai mai occasione di sistemarti, vai in un posto per qualche mese, poi in tour, poi la promozione, non sarò a casa per più di cinque giorni di fila fino al 2011".

- In Italia il premier Berlusconi controlla la politica, ma anche aziende e reti televisive. Proprio il tema di The Resistance.
"E' un personaggio bizzarro. Trovo molto strano che uno come lui possa essere un leader politico. Ma non voglio immischiarmi negli affari di altri paesi. Non conosco abbastanza la storia italiana per esprimermi compiutamente su Berlusconi. Posso dire la mia sull'Inghilterra, sul sistema politico britannico e su quello che andrebbe cambiato, ma sull'Italia... quello che so è che tutti all'estero dicono la stessa cosa: nessuno può credere che Berlusconi sia davvero il premier".

- La stampa in Italia ne parla molto?
"In Italia la situazione è diversa. La gente sembra davvero cinica, sembra non gliene importi nulla. Forse ci può essere qualcosa di saggio in questo atteggiamento. Forse si sono arresi. Oppure non prendono la situazione troppo sul serio".

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