28.1.10

L'atomo fuggente

Come "minacciato" lo scorso anno, sarò intransigente sul tema del nucleare, tecnologia superata, costosa, dannosa e rischiosa.
La speranza che il rilancio dell'energia atomica in Italia si risolva in tante inutili chiacchiere resta una possibilità, ma la politica degli appalti, tra uno sgambetto e l'altro, va avanti.
Ieri la Conferenza delle Regioni ha espresso il proprio voto contrario all'iniziativa del Governo, con undici voti contrari a tre. Bene. Ma Lombardia, Friuli e Veneto si sono detti favorevoli.

Il "messo" della Regione Veneto al tavolo delle regioni era Flavio Silvestrin, dell' Udc, secondo il quale "Tutto diviene illegittimo quando si tratta di modernizzare l’Italia se a condurre i giochi sono i professionisti della politica del no".
E da bravo professionista, rispondo a questo nonnetto della politica del magna magna (classe 1940) che il futuro di cui parla non è più quello dei cosmonauti e dei supercalcolatori come quando faceva il chierichetto.
Silvestrin ha spiegato che "Siccome non ci è stata data alcuna spiegazione convincente in proposito, giustamente abbiamo votato contro la decisione assunta dalla Conferenza delle Regioni". Spiegazioni convincenti, già... E' il caso di dire che non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ma è probabile che per un ex-funzionario di banca quando di mezzo ci sono i quattrini ogni altra spiegazione diventi superflua.
Per l'ennesima volta, allora, ecco un po' di argomentazioni valide:

- Non abbiamo bisogno di più energia, ma di migliorare l'efficienza energetica; Vicenza e Padova hanno raggiunto Milano per livelli d'inquinamento. Non (solo) perché congestionate dal traffico, ma perché abitazioni e uffici disperdono gran parte del calore e consumano (bruciano) troppo. Gli investimenti vanno fatti per migliorare l'efficienza, non per fornire più energia da sprecare.
- Se proprio si vuole differenziare l'approvvigionamento energetico, bisogna puntare sulle rinnovabili, che forniscono almeno tre volte i posti di lavoro di una centrale nucleare, risparmiando ambiente e salute. Se davvero costoro tengono ai veneti è questa la strada da intraprendere.
- Terzo, mi pare che il Veneto abbia già dato, per la produzione di energia, con il gigantesco rigassificatore di Rovigo che produce il 10% della domanda di energia dell'Italia.
- Infine, argomento trito e ritrito, i costi di gestione spropositati di un impianto nucleare, che graveranno saecula saeculorum sulle spalle dello Stato e quindi dei cittadini e che stanno spingendo gli altri Paesi avanzati a smantellare i propri impianti.

Senza nemmeno prendere in considerazione il fattore salute e le scorie, queste "argomentazioni del no" mi paiono più che sufficienti e ragionevoli. Le ipotesi allora sono due, equamente probabili: o Silvestrin parla senza cognizione di causa e non ha mai letto mezza riga sull'argomento, oppure è in totale malafede: parla di una modernità degli anni '50 e di un futuro che non vedrà mai.

E poco conta che il prossimo presidente del Veneto, Zaia, si dica contrario al nucleare. Siamo in campagna elettorale e ogni promessa è lecita; quando in gioco ci saranno la tenuta della maggioranza e della giunta regionale, dovrà scendere a compromessi anche lui.
E in tal caso troverà migliaia di cittadini ad attenderlo al varco.

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