27.4.10

I colpi di testa della Lega

Se il buongiorno si vede dal mattino, con l'imposizione leghista alle ultime elezioni, ci aspettano dai 3 (a Roma) ai 5 anni (a Venezia) a dir poco allucinanti.

A nemmeno 48 ore dai risultati del voto, i neo eletti Presidenti di Piemonte e Veneto, Cota e Zaia, hanno lanciato la loro prima sparata, ancora ubriachi di gioia (e non solo -VinItaly-) per la vittoria. "Faremo di tutto per bloccare la pillola abortiva RU486." C'è voluta qualche ora perchè li chiamassero da Roma e gli spiegassero che l'autorizzazione di farmaci non è tra i poteri dei Presidenti di Regione, ma del Ministero della Salute e dell' UE. Mi auguro che da allora qualcuno gli abbia stampato e letto, magari in dialetto, per facilitarne la comprensione, l'elenco delle competenze che spettano ai cosiddetti "Governatori".

Passano solo pochi giorni e assistiamo a un nuovo spettacolo allucinante: il Ministro della semplificazione Calderoli che davanti alle telecamere dà fuoco a un muro di scatoloni contenenti "le 375.000 leggi inutili" da lui abolite in quasi due anni di lavoro! Impressionante, non c'è che dire...Soprattutto perchè, come ha subito fatto notare il sempre preciso Gian Antonio Stella, nemmeno contando quelle utili si arriva a una cifra simile! Non si sa dunque a cosa abbia dato fuoco l'etereo Ministro. Quello che è certo è che nessun "giornalista libero" gli ha fatto notare la vaccata, che fa il paio con la porcata della legge elettorale di 4 anni fa. Magari chiedendogli cosa stia facendo effettivamente da due anni il suo Ministero.
Quello che a me fa specie è che un elemento così (lo stesso che indossò la canottiera anti-islam che fece chiudere la nostra ambasciata in Libia) sia ancora al suo posto. Ma d'altro canto è lo stesso partito che ha eletto il neo-diplomato semi-analfabeta Renzo "Trota" Bossi consigliere regionale in Lombardia.

Tornando in Veneto, sui giornali di oggi si legge che per Zaia l'area metropolitana veneta "non è solo il triangolo Padova-Venezia-Treviso, ma l'intero Veneto". Ora, è vero che determinare l'area metropolitana veneta è da sempre un problema, a causa della particolare urbanizzazione a macchia di leopardo della regione, ma qui si parla di una superficie di 18.000 kmq, un territorio per un terzo montuoso e con diffuse (anche se sempre più soffocate) aree agricole, come l'ex-ministro dovrebbe ben sapere. Per lo più, le aree metropolitane richiedono una certa densità di popolazione e un centro, che secondo questa nuova configurazione si sposterebbe da Venezia a Castelfranco Veneto, nella marca trevigiana. Senza contare che le città metropolitane andranno a sostituire le province nelle zone interessate; sono curioso di sapere se Zaia ha intenzione di abolire tutte e sette le province venete. Più probabile che non ne sappia nulla, come per la RU486. Sicuri di essere solo all'inizio, aspettiamo quindi maggiori delucidazioni su questa nuova sparata.

Come restiamo in attesa di una presa di posizione ufficiale sulle centrali atomiche in regione, dato che, dopo aver escluso in campagna elettorale la possibilità di impianti in territorio veneto, è stato reso noto che tra i siti possibili figurano ancora Porto Tolle (Rovigo) e Chioggia (Venezia). Palazzo Balbi tace, almeno su questo.
Un segno di grande responsabilità.

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