20.9.10

I cattolici e il dio Sole

E’ da un po’ che non saccheggiavo e rimaneggiavo un testo altrui per la blogosfera.
Ricado nel misfatto con questo illuminante passaggio sulle radici storiche dei riti e della “mitologia” cattolici, tratto da “La guerra civile fredda” di Daniele Luttazzi (non c’è nulla di comico, è un riassunto di documenti autentici).
E’ una lettura che fa aprire gli occhi, ma anche abbastanza lunga. Bando agli indugi, quindi.

“Le religioni sono un fatto culturale.

Cenni storici
Nel Vecchio testamento, il Dio di Isacco sconfigge i popoli che credono nei falsi dei. Il nuovo Dio unico è un Dio guerriero e vincitore: il Dio di popolazioni nomadi guerriere che invadevano col loro bestiame i territori coltivati da popolazioni agricole stanziali, i Cananei, di religione matriarcale. Divinità della religione matriarcale: il serpente, che per la religione vittoriosa diventerà il simbolo del diavolo.

Di recente il Vaticano ha attaccato gli storici. Gli storici stanno tutto il giorno a studiare in biblioteca e non danno fastidio a nessuno. Perché questo attacco? Perché gli studi storici stanno rivelando notizie molto interessanti. E pericolose, se di dominio pubblico. Ad esempio, che millenni prima di Gesù gli antichi egizi veneravano Horus, il dio Sole, la cui biografia è identica a quella di Gesù: nascita il 25 dicembre, da una vergine ingravidata da uno spirito sacro, miracoli vari, crocifisso, sepolto per tre giorni e poi risorto.

Biografie simili in molti particolari (la madre Maria o Miriam, la nascita il 25 dicembre, i tre re, i miracoli, morte a trentatre anni, la resurrezione) riguardano anche Mitra (il mitraismo fu una religione molto diffusa a Roma), Krishna in India e Dioniso in Grecia (900 a.C.).

Come si spiegano tante coincidenze? I vangeli raccolgono la narrazione di episodi della vita di Gesù così come erano tramandati dalle prime comunità cristiane. Tale raccolta risale a ottant’anni (Vangelo di Matteo e di Luca) o cento e più anni (gli altri due Vangeli) dopo la morte di Gesù. La narrazione della sua vita è ricalcata su narrazioni mitologiche preesistenti come quella di Horus o di altre divinità, le cui storie non erano che allegorie astrologiche del transito del Sole nel cielo.

Entriamo nel dettaglio. In inverno le giornate si accorciano. Il Sole, muovendosi apparentemente verso sud per sei mesi raggiunge il punto più basso nel cielo il 22 dicembre. E’ la morte del Sole. A questo punto, all’occhio umano, il Sole pare come fermare il suo spostamento a sud. Per tre giorni. Il 25 dicembre, il sole si rialza di un grado e comincia l’apparente cammino verso nord: risorge.

La resurrezione però è celebrata a Pasqua quando il giorno diventa più lungo della notte, all’equinozio di primavera. La vittoria sulle tenebre.

I re magi? Sono le tre stelle, anticamente dette “i tre Re”, che il 25 dicembre si allineano con Sirio, la stella più luminosa, a puntare verso il luogo dove nasce il sole. I tre magi e la stella cometa.

I dodici apostoli? Un numero stabilito dalla tradizione e di significato esoterico. Corrisponde alle dodici tribù di Israele, ma anche alle dodici costellazioni dello zodiaco. La parte notevole è questa: ogni 2150 anni, il sole si sposta nello zodiaco da un segno a quello precedente: è il fenomeno della precessione degli equinozi. Mosè contro il vitello d’oro, narrato nel Vecchio testamento, è l’età dell’Ariete (Mosè) che subentra all’età del Toro (il vitello d’oro). Con Gesù si entra nell’età dei Pesci. Che va dall’1 d.C. al 2150 d.C.
Simbolo di Gesù: il pesce. (In greco: ikthùs, che verrà usato come acronimo di Iesùs Kristòs Theoù Uiòs Sotèr, Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore).

Il Gesù dei Vangeli è un ebreo di Palestina che pregava secondo la tradizione giudaica. E predicava solo agli ebrei, non ai pagani, esortandoli a rivolgersi direttamente a Dio per il perdono dei propri peccati. Né ha mai fondato una religione, né tantomeno una chiesa. La frase “Tu sei Pietro e su questa Pietra fonderò la mia chiesa” è un' aggiunta tardiva. Risale a quattro secoli dopo, quando l’imperatore romano estende la religione cattolica fino alle più lontane province manu militari. La chiesa è il prodotto di trasformazioni storiche. Legate agli opportunismi politici del momento. Esempio recente: un giorno Paolo VI chiese alla Commissione biblica se nelle Scritture c’erano ostacoli al sacerdozio delle donne. Le donne possono fare il sacerdote, rispose la Commissione: non c’è nessun ostacolo. Ce lo mise Paolo VI.

Altra convenzione: il matrimonio dei preti. I sacerdoti cattolici di rito greco, come gli apostoli delle prime comunità cristiane, possono sposarsi.

Ma questi sono solo i preliminari. E’ il momento della rivelazione iniziatica. Sto per rivelarvi quello che vi hanno tenuto nascosto in tutti questi anni. Allacciate le cinture.

Come stanno davvero le cose
La religione cattolica fu voluta dall’imperatore Costantino nel IV secolo d.C. per unificare ideologicamente il suo Impero. I filologi alessandrini strutturarono la narrazione del culto cristiano sulla falsariga del diffusissimo culto di Iside, ibridandolo con elementi delle altre religioni conosciute: cristianesimo, ebraismo, mitraismo e culto del dio Sole.

Il culto di Iside
L’antico mito egizio narra di Iside, sorella madre e sposa di Osiride. Osiride viene ucciso dal fratello Seth e il suo corpo viene smembrato. Iside va in cerca delle parti del corpo di Osiride e le ritrova tutte (tranne il pene), le ricompone, vi soffia la vita e Osiride risorge.
Il mito è un’allegoria astrologica: Osiride è il Sole; muore/tramonta in mare, colorandolo di rosso/sangue; Iside è la Luna, che di notte segue il tragitto del marito per ritrovarlo e riportarlo in vita. Il mattino, infatti, il sole risorge.

Gli egizi chiamavano il sole Horus, il fanciullo divino, dal 22 dicembre (solstizio d’inverno) al 21 marzo (equinozio di primavera); Osiride dal 21 marzo al 21 giugno (solstizio d’estate) ; Ra dal 21 giugno al 21 settembre (equinozio d’autunno) e di nuovo Osiride dal 21 settembre al 22 dicembre.

La cerimonia del culto di Iside, la dea madre suprema e universale, regina benigna, misericordiosa e ausiliatrice, divinità dai mille nomi (Minerva, Venere, Diana, Maia, Kore, Cerere, Ecate), è raccontata dal libico Apuleio nell’ XI libro dell’Asino d’oro. Nella cerimonia, i suoi sacerdoti “dedicano al mare ormai navigabile una nave vergine” e le offrono le primizie della navigazione.

Il corteo solenne è preceduto da gruppi di uomini travestiti (da soldato, da cacciatore, da donna, da gladiatore, da pescatore, ecc.) e da animali mascherati (un’orsa vestita da matrona su una portantina, una scimmia con una veste gialla, un asino cui sono state incollate delle ali, chiamato Pegaso). Quando gli uomini travestiti avranno esaudito il loro voto, si toglieranno il travestimento per indossare la veste bianca dell’aspirante all’iniziazione. La maschera è il destino; il destino si compie alla morte; indossare la maschera è indossare la propria morte. Morte dell’io, nascita del Sé.

Iside viene ricordata da Apuleio come “salvatrice”: secondo una simbologia di origine mesopotamica, presente in tutte le religioni, “salva dalle acque”, ovvero, eleva dalle acque inferiori (il luogo della metamorfosi, dove si susseguono la nascita e la morte fisiche) alle acque superiori (il luogo dell’eternità, del Sé finalmente conosciuto, non soggetto a mutamento).

Iside, la divinità che domina il mondo della metamorfosi, cammina sulle acque. Questa immagine ricorre in molte religioni: nel Vangelo, Cristo cammina sulle acque; e Visnù è il Narayana, “colui che cammina sulle acque”.

Con l’iniziazione, l’adepto simbolicamente muore per rinascere come persona nuova.

Il corteo arriva alla spiaggia, dove il sacerdote vara una nave vergine, che la folla ha riempito di doni e oggetti votivi.
Questo corteo festoso e mascherato in onore di Iside, con un battello portato al mare sopra un carro (la festa del Navigium Isidis, diffusa verso il 150 d.C. in tutto l’Impero romano), è giunto fino a noi trasformato in Carnevale (carrus navalis), festa tipica di località di mare e fluviali (Venezia, Viareggio, Colonia e Rio, dove venne portata dai portoghesi).

Il navigium celebra Iside in quanto Principio femmineo di fertilità che domina i tre mondi (sotterraneo, terrestre, celeste). Ritroviamo questo simbolismo del numero tre nelle cellette mariane ai trivi, che derivano dagli antichi tabernacoli dedicati a Ecate Trivia, regina dei tre mondi; e nelle cattedrali gotiche francesi del XIII secolo, tutte dedicate a Maria, con la Madonna nera (ipogea) nella cripta, la Madonna bianca (terrestre) sull’altare maggiore e la Madonnina d’oro (celeste) sulla guglia.

Maria mutua l’epiteto “vergine” dalla nave vergine di Iside, a significare che il suo parto è un passaggio simbolico.

Il culto di Iside contempla la trinità Iside/Osiride/Horus. Osiride e Horus sono il Principio maschile. Iside ne è il doppio simbolico, il Principio femminile. La trinità viene recuperata dalla religione patriarcale.

Le feste della morte e resurrezione di Osiride vanno dall’equinozio d’autunno (festa dei morti buddhista, Ognissanti) a quello di primavera (Navigium Isidis, Pasqua, Capodanno babilonese) attraverso il solstizio d’inverno (natale di Horus, Natale cristiano).

Nell’antichità l’anno nuovo cominciava il 25 marzo, in corrispondenza dell’equinozio di primavera, quando il giorno inizia a essere più lungo della notte. Nella seconda metà del 700 venne anticipato al 1° gennaio.

La festa del Navigium Isidis seguiva il calendario lunare babilonese: coincideva con la luna piena che segue l’equinozio di primavera; corrisponde al capodanno babilonese e alla nostra Pasqua (variabile di anno in anno come il Navigium Isidis). Nella festa di capodanno, i babilonesi sacrificavano un agnello, come noi a Pasqua.

Il Carnevale è la processione che unisce la morte del Sole e la sua resurrezione. E’ celebrazione del Principio femminile che dà vita.

L’anno di fondazione dell’Impero Romano ad opera di Ottaviano Augusto venne fatto coincidere, nel Medioevo, con l’anno di nascita di Cristo.

Iside in trono con la mammella nuda che allatta un bambino viene trasformata nell’iconografia cattolica della Madonna col bambino. Iside che piange Osiride tenendolo in grembo ispirerà invece le pietà. La Madonna è Iside. L’iconologia mariana la mostra spesso su una nave, come Iside. La nave a volte è a forma di falce lunare (ad esempio a Notre-Dame de Paris). Nel 1865, prudentemente, dai capitelli della chiesa di Santa Maria in Trastevere Pio IX fece rimuovere le figure di divinità egizie.

I quattro presunti evangelisti hanno per simbolo il Toro (Luca), l’angelo (Matteo), il leone (Marco) e l’aquila (Giovanni): le quattro figure principali dello zodiaco babilonese.

Quando Alessandro Magno conquista l’Egitto, il culto di Iside si diffonde in tutto il Mediterraneo, diventando la dea dai mille nomi che racchiude tutte le altre. I romani coniano monete con l’effigie di Iside già nel 90 a.C.

A Roma dal politeismo si passa prima al culto di Iside, poi a quello del Sol Invictus, quindi al cattolicesimo.

Il duumvirato di Antonio e Ottaviano progetta l’edificazione di un tempio di Iside nel 43 a.C. Nel periodo augusteo il culto si estende; Tiberio lo osteggia, ma Caligola, Claudio, Nerone trasformano Iside e altre divinità egizie in divinità di stato romane, e con Vespasisano il culto di Iside e altre divinità diventa religione imperiale. Domiziano, Adriano, Marco Aurelio, Commodo e Caracalla legittimano il loro potere attraverso il culto di Iside: l’imperatore è una divinità incarnata, come i faraoni. Gli eccessi di Caracalla gettano una cattiva luce sui culti isiaci e in età tardo imperiale il culto di Iside viene sussunto nella trasformazione del cristianesimo in cattolicesimo ad opera di Costantino. Il controllo dell’Impero avviene innanzitutto grazie allo strumento della nuova religione, che unisce isismo, cristianesimo e culto solare.

Eliogabalo, siriano, eletto imperatore nel 218 d.C., aveva introdotto a Roma il culto del dio Sole, che era proprio delle culture patriarcali d’Arabia, Siria e Palestina. Simbolo del dio Sole: il pene. Iniziatica è la castrazione rituale: segno la liberazione del’eletto dal ciclo vita-morte delle acque basse. (vestigia: il celibato dei preti). Osiride è assimilato a Helios e la divinità femminile passa in secondo piano. Simbolo del Principio maschile: l’asino. (Cristo entra a Gerusalemme su un asino: simbolo dell’iniziazione che deve ancora cominciare).

Nella grotta di Betlemme, bue e asinello sono Iside e Osiride. (Luna e Sole sovrastano il crocifisso di Raffaello, nonostante il terzo concilio di Costantinopoli avesse proibito tale simbologia per i suoi richiami ad altre religioni).

Quando Teodosio, nel 391, fa distruggere il Serapeo di Alessandria, il cattolicesimo riceve una ufficializzazione definitiva. Il culto di Iside continua nella narrazione della vita di Cristo.

Le stazioni della Passione di Cristo (percosso, coronato, crocifisso, sepolto) e la successiva resurrezione (celebrata come Pasqua, la festa che ha preso il posto del Navigium Isidis) ricalcano il percorso iniziatico del culto isiaco.

Il rito di consacrazione di un sacerdote di Osiride comincia quando il sole è nel segno dei pesci (febbraio/marzo) e, dopo i tre giorni della luna nuova, ricompare la falce lunare. La preparazione dura quaranta giorni (il candidato non può mangiare carne né bere vino e deve astenersi dal sesso) e culmina la notte di luna piena  prossima all’equinozio di primavera (il candidato assume il ruolo di Osiride e si eleva in modo rituale; gli appare un angelo del dio, ovveroun addetto del tempio, e il dio stesso, ovvero un alto sacerdote).

A questi riti preparatori segue la festa del Navigium Isidis raccontata da Apuleio.

Ritroviamo i quaranta qiorni di astinenza nei quaranta dgiorni di Cristo nel deserto (periodo di quaresima). L’angelo del rito isiaco anticipa l’angelo che nei Vangeli annuncia, presso il sepolcro vuoto, l’avvenuta resurrezione di Cristo.

L’apparizione del dio nel rito Isiaco è la stessa di Cristo che ritorna fra i discepoli increduli dopo la morte.

La Pasqua è il Navigium Isidis e come questo è una data variabile, legata alla prima luna piena successiva all’equinozio di primavera. La Chiesa, nonstante tutti i rimaneggiamenti, non è riuscita a eliminare questo indizio fondamentale.

Nel IV secolo, la festa del Navigium Isidis venne spostata indietro di quaranta giorni (ridefiniti come quaresima) perché non si sovrapponesse alla Pasqua, che ne aveva preso il posto; e fu edulcorata in carnevale.

La Pasqua è ciò che resta di una parte della festa isiaca (la resurrezione dell’iniziato), il Carnevale è ciò che resta dall’altra parte della festa (la processione delle maschere).

Lo schema narrativo della morte/resurrezione del ciclo solare (il succedersi di equinozi e solstizi) è alla base di tutte le religioni e da queste tradotto in mitologie (Horus, Cristo). La Passione di Cristo è la drammatizzazione del cerimoniale segreto di iniziazione dell’adepto al culto di Iside/Osiride.

Nella Grande Piramide di Giza, la Camera del Re era il luogo della parte più riservata della cerimonia. Il candidato era simbolicamente crocifisso (legato) su una croce (l’intersezione di equinozi e solstizi) e posto in un sarcofago di pietra per tre giorni. (Anche Apuleio narra dei tre giorni). Nei riti iniziatici, ad esempio quelli orefici, la crocifissione riferita al ritmo solare è ricorrente.
Seppellire i morti in una tomba/grotta/sarcofago per farli risorgere è un simbolismo di molte religioni di ambito solare oltre a quella di Osiride, ad esempio quella di Mitra.

Nei primi secoli, i cristiani non rappresentano la crocifissione. Adorano Cristo/iniziato solare non sulla croce, ma nel sepolcro, da cui risorge.

Durante la  meditazione nel sarcofago, che dura tre giorni e tre notti, l’iniziato sperimenta la discesa nei sette stati dell’interiorità (Ade, Orco, mondo inferiore, Amentet, ecc.). Al termine, l’iniziato in trance veniva portato dai sacerdoti di fronte all’apertura segreta della piramide. I primi raggi del sole svegliavano a nuova vita l’iniziato, che ha rivissuto la passione di Osiride. La croce è il simbolo del ciclo vita/morte: il neofita si allontana dalla carnalità con la deposizione e la sepoltura simbolica, da cui, dopo aver attraversato le profondità del proprio essere, rinasce come uomo nuovo, come un Cristo. Non c’è più l’Io e la sua mutevolezza; c’è il Sé, il nocciolo centrale della personalità, e la sua stabilità interiore. Si diventa servitori del Principio vitale: la vita diventa domo di Sé. E’ questa la vita nuova.

L’aggettivo Chrestos, usato anche da Svetonio, significa ottimo, prescelto: indica l’iniziato al culto misterico.

La consacrazione, narra Apuleio, era preceduta da un banchetto rituale. Nella versione dei Vangeli è l’ultima cena che precede la crocifissione e la resurrezione. Se il cristianesimo cancella ideologicamente l’apporto del Principio femminile alla resurrezione, simboleggiato della nave di Iside e dalla forma della mandorla, l’iconologia conserverà però questa derivazione fino al Rinascimento: in molte raffigurazioni, Cristo ascende al cielo racchiuso nella mandorla. L’aureola è analoga al Sole sulla testa nelle raffigurazioni dell’iniziando al culto di Osiride.

L’asino con cui Cristo entra a Gerusalemme è il corpo sessuato/vita di metamorfosi che l’adepto abbandona con l’iniziazione, rinascendo a una vita nuova.

Il rito di Osiride prevede il nutrimento sacramentale con pane e vino. L’ingestione dell’ostia alla comunione è identica all’ingestione del pane/corpo di Osiride durante la cena sacramentale. Il vino è simbolo della conoscenza esoterica.

Dalla religione mesopotamica, gli egizi hanno derivato il simbolo del pesce sacro. L’Oannes babilonese è il pesce salvatore. Nella religione indù è detto Matsya, termine sanscrito da cui deriva Messia. Nei Vangeli, l’Oannes viene personificato in Ioannes, Giovanni Battista, che versa sul capo di Gesù (immerso nelle acque basse della non consapevolezza) le acque alte dell’illuminazione. Il battesimo ha questo significato.

Gesù è l’incarnazione di Dio come il faraone è l’incarnaazione di Osiride: in entrambi i casi, la storia viene legata al mito.

Trasformati in realtà storica simboli e allegorie, l’imperatore può lucrare dal Dio la sua autorità.

La politica crea la religione.”

Ora ditemi, non vi sentite anche voi come l'iniziato che apre gli occhi all'alba?

R

1 commento:

  1. Sono arrivato a Internet molto avanti negli anni,prima non ero informato.Ormai sono 12 anni che frequento il Web e ho capito molte cose.In pratica noi ,oggi,adoriamo il Dio Sole degli Egizi,hanno creato il Cristianesimo su miti antichi.Ma,ora,agli albori del 3 Millennio siamo stanchi di favole per bambini.I credenti sono creduloni.

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