21.10.10

Il Facebook-Quotidiano

Da stamani il Fatto Quotidiano è il primo quotidiano italiano su Facebook per numero di iscritti (240.000), dopo aver superato nella notte la pagina di Repubblica(235.000).
Potrà sembrare frivolo, ma è altresì un dato importante, se è vero che Facebook è il più diffuso social network al mondo e ovviamente in Italia.
Il giornale di Gomez e Travaglio ha da poco compiuto un anno di vita e in questi dodici mesi ha fatto passi da gigante, raggiungendo e superando sul web le testate più diffuse: Corriere, l’Unità e il Giornale, che su Facebook sono distanziati rispettivamente a 65.000, 60.000 e 31.000 iscritti.
Traguardi raggiunti senza finanziamenti pubblici, né legami di partito, cosa che garantisce alla redazione la più totale indipendenza. Ed è proprio questo che piace.
E’ un’impresa editoriale libera, unico esempio del genere nel Belpaese.
Non a caso, il virgolettato sul sito recita “Quello che gli altri non dicono”: il Fatto ha completa libertà di movimento, qualità che non hanno i giornali di partito, delle banche o di Confindustria.
La linea editoriale della concorrenza in qualche modo è sempre distorta o guidata dalla proprietà delle testate, mentre le firme del Fatto hanno carta bianca.
Le accuse di faziosità quindi non reggono perché il giornale non deve niente a nessuno, se non ai suoi lettori e agli inserzionisti e si può permettere di non risparmiare niente a nessuno.
Inoltre il rifiuto dei finanziamenti pubblici lo rende credibile, responsabile, ambizioso e “simpatico”, in un periodo di vacche magre, di sfiducia nei partiti e di chiacchiere di poche voci privilegiate a cui raramente seguono… fatti!

Il Fatto ha fatto sulla carta stampata ciò che ha fatto il Movimento 5 Stelle alle scorse elezioni regionali, unica lista a rifiutare i “rimborsi elettorali”, unici consiglieri a decurtarsi lo stipendio del 60%. Iniziative a sé e indipendenti l’una dall’altra, seppure affini. Esempi virtuosi, da seguire, e per questo così popolari in rete, dove le informazioni circolano senza filtri: politica e stampa liberi dai granitici e anonimi partiti onnipresenti. Onestà e trasparenza. Concetti quasi mitologici, perduti nella rassegnazione.

La popolarità su Facebook, insomma, è importante, forse anche più delle tirature. Perché i lettori oggi passano dal pc in salotto e dal telefonino. L’opinione pubblica non è più legata alle edicole o necessariamente condizionata dall’alto, come con la televisione.
Le notizie girano con il tam tam degli amici su bacheche virtuali.
Di più, nel democratico web, Facebook in particolare è il massimo della trasversalità, dai nipotini ai nonni, senza distinzione di sesso e per questo il dato è una proiezione abbastanza fedele della società. Certo, una frazione di utenti saranno fake o troll (percentuale, fortunatamente, bassa) e il campione non rappresentativo, ma cifre e trend, quelli sono un dato.
Perché gli utenti di Facebook sono quanto di più democratico e progressista ci sia in giro. O vogliono farci credere che la longa manu della sinistra-comunista-invidiosa-giustizialista-violenta si sia impadronita anche del web?

E allora alle penne illustri che hanno dato vita al Fatto Quotidiano mettendosi in gioco, Travaglio, Gomez, Sansa, Barbacetto, Telese e tutti gli altri, vanno i nostri applausi, la nostra gratitudine, i nostri auguri e la nostra amicizia su Facebook!

R

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