13.11.10

Le paranoie di Mimun: il network "contro"

Secondo quanto dichiarato dal direttore del Tg5 in una recente intervista al Corriere.it, c’è un network che tifa contro. Contro chi?? Rispondo io: un altro network. Anzi, Il Network. Dunque c’è un network contro Il Network. E questo è già un passo avanti nel ragionamento.

Il network di cui anche Mimun fa parte ha come fulcro la Torre Mediaset di Cologno, Milano 2, Arcore e la Mondadori, oltre agli uffici Rai ovvio. 
Va da Mattino 5 al salotto di Vespa, passando dal falsissimo perbenismo dello studio della nuora di Berlusconi (la letterina veneta Toffanin), agli scoop della pettegola Signorini sul settimanale di gossip di sua figlia, "Chi", al gossip pruriginoso di Studio Aperto e all’ipocrisia dell’onnipresente Barbara d’Urso con lo sguardo da cucciolo maltrattato. Tutto questo ogni giorno. A ogni ora. 
Proponendo un microcosmo autoreferenziale che va dai politici magnoni tanto cari a Dagospia alle tante mignottelle vecchie e soprattutto nuove che li circondano. Centinaia di donnine carine e cretine “scoperte” da Lele Mora, repellente e flaccido pappone di corte (edificante il video del suo tipico viaggio di lavoro ad Arcore). 
Ma lasciamo stare Mora e lo squallore delle regge. Torniamo al network con la maiuscola, quello di Minzolini, di Giordano e di Mimun, quello delle veline satiriche lette da Greggio in apertura di Striscia e dell'abusivo Fede
Quel Noi sottinteso ed emblematico è il fronte del costume quotidiano imposto subdolamente, che riempie ogni giorno l’etere con le opinioni non richieste e la faccia della Mussolini, di Sgarbi e Capezzone e La Russa e Cicchitto Bonaiuti e Bondi e Giovanardi Gasparri Brunetta. Ovunque. 
In mezzo a ricette, a stacchetti e siparietti, al meteo, al Grande Fratello, e chiaramente, alla gnocca. Tanta gnocca. (le pupe, le veline, le showgirl, le escort)
Per spezzare, anche in mezzo alla quasi liberatoria pubblicità, ...TgCom! Ovviamente a cura di News Mediaset. 
E ancora, Feltri, Paragone, Belpietro, Silvia Vada, Brachino, Grazia Graziadei, Ferrara, Capuozzo, Salvo Sottile e le sciccosissime sorelle Parodi...

La Santanchè che litiga con Dan Arrow sull’omicidio Kercher. 
Magda Gomez che discute con Calderoli e Platinette sull’omosessualità. 
Mara Venier introduce l’ultimo omicidio alla moda. Ospiti il ministro Rotondi e Sgarbi. Di nuovo.
Le tendenze dell’estate: Jo Squillo intervista il ministro Brambilla. 
Fabrizio Corona ospite di Matrix parla della festa di compleanno di Noemi Letizia nella discoteca di Briatore.
Pubblicità. 
...C’è la pupa di Corona col telefonino tra le cosce. 

Wow. Bello! 
Non vedo l’ora che sia domani e ricominciare col bombardamento.

E il network "contro" di cui parla Mimun?  “C’è dentro Santoro, Travaglio, Concita de Gregorio, Repubblica, il Fatto, tutta Rai 3, buona parte della radio, di La7 e Sky”
In realtà -Mimun si barrichi in casa- , il fronte è molto più ampio. Movimenti culturali, comitati cittadini e per i diritti civili, il popolo viola, il Movimento 5 stelle, Emergency, Greenpeace... Dai premi Nobel ai premi Oscar,  ai comici più apprezzati (Marcorè, Crozza, Littizzetto, Benigni, Vergassola, fratelli Guzzanti, Luttazzi, Elio e le storie tese, Dario Fo... e Beppe Grillo, ça va sans dire).
Inutile dirlo, il mondo del teatro e del cinema, i musicisti... Persino gli organi religiosi e Confindustria! 
Tutti bacchettoni, tutti irresponsabili, tutti invidiosi e ingiusti, tutti potenziali facinorosi, diffamatori e istigatori d’odio, chiaro.
Il grande limite di Mimun e affini è non chiedersi mai il perché esista questo fronte. 
Se lui e i suoi gregari uscissero ogni tanto dagli studi, dalle redazioni, dai salotti, dalle ville, dai party e dagli eventi mondani, si accorgerebbero che quella in cui vivono e che propinano agli italiani è una parodia della realtà. Capirebbero che forse è stato oltrepassato il limite della decenza, della credibilità e della sopportazione. Che forse le persone stanno imparando ad andare oltre le parole, perché sempre più problemi vengono a galla, minacciandole, senza che chi di dovere se ne curi. 
Anzi...se ci si può speculare un po' su...
In compenso, le "voci ufficiali" minimizzano o negano l’evidenza e lo star system fa finta di nulla, sempre più luminoso in un Paese sempre più buio.

Insomma, di questo network avverso di visionari sfigati e partigiani additato da Mimun può fare parte chiunque non dipenda dai lustrini dei (media)set televisivi per sopravvivere. 
Forse la paranoia di Mimun non è così infondata: il paese è in fermento. 
Dopo quasi 20 anni gli equilibri stanno finalmente per cambiare e il carrozzone politico-mediatico è al capolinea tanto quanto il suo deus ex machina
Il bastone negli ingranaggi dello Stato sta per essere rimosso e chissà cosa ci attende. 

Anything but this.

Le poltrone tremano.

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