15.12.10

Il corrotto della cuffia

Giornata surreale ieri a Roma. Il Governo poteva cadere. Oh, se poteva. Ma si è salvato per il rotto della cuffia. Tre miseri voti di vantaggio, 314 a 311, dopo lunghe settimane di trattative e ripensamenti. Di mercato delle vacche, anzi.
In questo momento ho davanti a me Omnibus su La7. Ospiti Urso, Cicchitto, Buttiglione, … e sapete una cosa? Non riesco più a guardarli senza provare nausea. Provo schifo. Per tutti loro. Credo che non sarò più in grado di guardare alcun programma che ospiti dibattiti politici.

Gentaglia, altro che onorevoli. L’onore ce l’hanno sotto le scarpe. A partire da Fini, il bell’addormentato che dopo 16 anni si accorge che Berlusconi è in politica per evitare la galera. E quei deputati dell’Idv, presunti giustizialisti, che a cinque giorni dal voto devono aver visto la Madonna.

E Casini, che ora passa quasi per eroe preveggente per essersi smarcato dal bipolarismo due anni fa e per non aver perso deputati nel voto di fiducia. E grazie, dico io, Cuffaro e quelli di “Noi Sud” già li avevano persi quest’estate! E l’Udc è quanto di più vacuo e pericoloso (con i suoi teo-dem) ci sia in parlamento dopo il populismo della Lega-Pdl.

Lega-Pdl, il grande asse della propaganda arraffona. Craxi sarebbe così orgoglioso di loro...
La Lega, così vicina alla gente –padana- a parole, quanto pronta a disattendere le promesse quando di mezzo ci sono poltrone strategiche e appalti. E il Pdl. Devo davvero spendermi a descriverlo? Un non-partito mediatico che ospita piduisti, mafiosi, fascisti, mignotte di plastica, mentecatti e più in generale, chiunque sia in malafede, più di tutti gli altri partiti.

Il Pd. L’acronimo della bestemmia più amata dagli italiani. Il partito dai leader usa e getta; di Veltroni, unico responsabile della “riscossa” berlusconiana nel 2008; di D’Alema e Fassino, emblemi dell’inciucio eterno. Il partito che, dice Renzi (cosa ci farà nel PD, poi..) "in piazza e in tv dice una cosa e in aula fa l’opposto".

Ma non è ancora finita, ci sono gli indipendenti, il gruppo misto e i radicali. I seguaci di Pannella da anni non sanno più cosa fare, parlano solo di battaglie etiche e nessuno li ascolta più. Quelli del Sud Tirol Volks Partei, ormai prossimi all’annessione all’Austria, si sentono così poco italiani che si sono astenuti dal voto di fiducia. Loro e il “compagno-per-un-giorno” Calearo, candidato ed eletto nel PD grazie –per colpa- del volpone Veltroni, transfugo insieme a Rutelli e sempre pronto a parlare fuori luogo, salvo poi smarcarsi ogni qual volta c’è una decisione da prendere, come ieri.

E infine gli eroi del giorno: la Polidori, Miss CEPU, che un mese fa ha aperto il congresso di Fli e ieri ha votato contro il suo stesso partito. Viva la coerenza. Razzi dell’Idv, che a settembre denunciava di aver ricevuto offerte di denaro per lasciare il partito e questa settimana – sorpresa- il partito lo ha lasciato. E Scilipoti … Scilipoti … chi è costui?!?

Basta! Non uno si salva. E, va sempre fatto notare, non uno di loro è stato eletto. Sono stati tutti scelti in quanto persone… di fiducia! Non è ironico? Persone di fiducia! Tanto fidati da aver tradito da ogni parte, chi il Governo, chi l’opposizione, in cambio di soldi o favori. Strapagati, finanziati, subdoli e arrivisti. Sono tutti i giorni in piazza, in tv e sui giornali, a prenderci in giro con le loro promesse, le pance piene e la coscienza nero pece.

Non c’è da stupirsi dei disordini a Roma di ieri. Non li giustifico, ma capisco le dinamiche scatenanti. Il “popolo” con cui questa casta politica si riempe la bocca tutti i giorni, si è visto prendere per i fondelli ancora una volta, dopo essere stato illuso che fossimo davvero all’ultimo giorno dell’impero.

Oggi è il day after e vederli ancora lì, a sputare sentenze, accuse, scuse e soluzioni è davvero troppo. Mi sento sempre più radicalmente “grillino” e aspetto al varco questi 1000 briganti nel 2011, che più che per il centocinquantesimo anniversario della nostra disastrata Repubblica, sarà ricordato come “l’anno in cui la crisi esplose in Italia”.

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