19.6.11

5 Stelle, il bello che avanza


(Articolo pubblicato sul blog del Movimento 5 Stelle di Vicenza il 3 giugno).


Analisi del voto
Terminato il secondo turno delle elezioni amministrative, si può finalmente decretare il vincitore.
Qualcuno è convinto che sia il Pd, ma il vero outsider, il vero miracolo all’italiana si conferma –dopo le scorse regionali- il Movimento Cinque Stelle. In queste elezioni più che mai hanno vinto i liberi cittadini.
Durante lo spoglio del primo turno, per la prima volta dalla sua nascita, il nome del Movimento Cinque stelle ha sfondato la cappa mediatica, salendo alla ribalta in tutte le reti Raiset e nelle varie arene di dibattito politico.
Emblematica è stata la provocazione, durante lo “Speciale Tg1” del direttorissimo Minzolini, rivolta dal giornalista di Libero Bechis a Della Vedova (FLI) e Cesa (UDC): “Mi chiedo perché vi chiamiate “terzo polo”, quando avete davanti dappertutto il Movimento Cinque Stelle.Le Cinque Stelle sono il terzo polo, voi siete il quarto.”
Più che un elogio al Movimento voleva essere una stoccata agli scissionisti della maggioranza, è vero, ma l’episodio rende l’idea della portata dell’impresa.
Le Cinque stelle brillano alte nel cielo, sopra il pantano dei partiti. A Bologna le ha votate un cittadino su dieci.
La media nazionale è del 6,9%, in Veneto è più alta di un punto: 7,9%. Le Liste Civiche si attestano attorno al 10% in comuni come Rimini (11,3%), Ravenna, (9,8%), Savona (9%), Nardò in Puglia (10,4%), Varedo in Brianza (11,8%), con punte addirittura del 13-14%, come a Cesenatico.


Analisi politica
Allora è proprio vero!
Siamo il terzo polo del Paese. Il virus ha attecchito.
Siamo al di fuori degli schemi partitici, ma politicamente siamo l’unica terza via, considerato che la sinistra radicale di SEL è necessariamente aggrappata al PD e alla sua non-opposizione in uno schema bipolare (una contraddizione con cui, prima o poi, Giovani Democratici e vendoliani dovranno fare i conti).
Il cosiddetto terzo polo, invece, se da una parte rappresenta l’unica speranza di una destra “normale” per il Paese, è bello poter dire che ad oggi ci fa un baffo! Se a sinistra c’è non-opposizione, Casini & co. Sono la non-politica del “tutto e niente”. Se resti al centro del campo, appena al di qua o di là della linea, sei sicuro di restare in gioco e ogni tanto ti arriva pure la palla. Una metafora che esemplifica quello che in tanti devono aver capito.
Ecco cosa accade in Italia: la gente inizia a capire. Complice lo sviluppo della rete, sempre più cittadini prendono coscienza del set allestito; dei silenzi, delle balle, delle responsabilità e delle colpe di un  establishment, che a parte qualche lifting è sempre lo stesso in ogni settore da venti, trenta, quaranta anni. Gli italiani si stanno rendendo conto che il loro paese è solo un enorme banchetto per i partiti.
Ecco perché tutti i partiti, in termini assoluti, hanno perso voti. E non è certo colpa del Movimento 5 stelle.
A destra ce n’è per tutti i gusti: le balle, gli insulti, la violenza verbale, la cultura dell’odio e della paura, il sessismo, il pressapochismo. E’ palese perché abbiano perso consenso.
A sinistra, se da un lato monta l’entusiasmo attorno a Sinistra Ecologia e Libertà, in moltissimi devono essersi accorti di quanto i “democratici” predichino bene e razzolino male.
-Se è vero che l’Emilia-Romagna è il laboratorio della sinistra, direi che i risultati parlano da sé. -
Conflitto di interessi, legge elettorale, riforme amministrative … urlano in piazza e dormono in aula. In tre anni di contrapposizione all’orco-Berlusconi non si è ancora sentita una proposta reale, alla faccia della demagogia e del populismo.
La sinistra in Italia ha una montagna di responsabilità per l’attuale condizione in cui versa il Paese.
Vendola ha il vantaggio di potersi permette di fare l’innocente, dato che il suo partito non è in Parlamento. Ma i suoi alleati fino all’altro ieri erano pro-nucleare. Per l’acqua pubblica, a Montecitorio è stata l’ IdV –unica opposizione rimasta- a muoversi e, va ricordato, se anche uno solo degli otto parlamentari Pd assenti fosse stato in aula per votare l’accorpamento del referendum alle amministrative, ieri insieme a Milano e Napoli avrebbe potuto festeggiare tutta l’Italia.
Ringraziamo il Partito Democratico, che ha pareggiato quattro a zero, se saremo costretti a (s)batterci per i referendum fino a metà giugno.


Il successo delle Cinque Stelle
Insomma, la sinistra vince sulla destra perché fare di peggio è davvero difficile. Ma il Movimento Cinque Stelle piglia tutto. Nel panorama politico italiano, votare le Cinque Stelle può solo portare risultati positivi e i nostri soli nemici sono la disinformazione e la diffidenza. Ecco perché dove il messaggio arriva e crolla il muro di menzogne che si raccontano sul nostro conto, la gente capisce che possiamo essere i migliori amici dei cittadini.
Ci sono un programma chiaro e condiviso, garanzie di controllo e tutela, trasparenza, legalità, coerenza. Davanti a queste credenziali è chiaro perché il Movimento non accetti di scendere a compromessi con i partiti (che proprio sotto questi aspetti sono, innegabilmente, tutti uguali). Noi non ci compromettiamo. Devono essere gli altri a salire al nostro livello se vogliono trovare un accordo.
Il Movimento 5 Stelle assume dunque, tra le altre cose, il ruolo di cane da guardia dei partiti.
Ovunque riesce ad affermarsi porta un cambiamento in meglio, perché costringe le altre forze a giocare pulito. Un requisito fondamentale in questa fase storica.
Ma oltre a ciò, ci sono i risultati ottenuti, in soli tre anni e a costo quasi pari a zero.
Due settimane fa a “Ballarò” c’è stata una scenetta bellissima: Bersani che si vanta col ministro Sacconi perché l’Emilia Romagna è l’unica regione ad aver tagliato gli stipendi a consiglieri e assessori, Sacconi che risponde gongolando per la gestione dei rifiuti a Treviso.
Il fatto emblematico è che tutte e due le cose sono merito del Movimento Cinque Stelle!
I due massimi esempi di buon governo negli ultimi due anni vengono dagli antipolitici grillini!
Ovviamente, nel salotto della politica virtuale, nessuno lo ha fatto notare ai due pavoni in studio.
Come detto, però, le balle vengono a galla. Gli italiani sono stanchi di essere presi in giro e cercano un’alternativa, o meglio, una via di uscita.
Da parte nostra ci basterà continuare a dimostrarci, come fatto finora, all’altezza delle aspettative.
‎”Il futuro è post ideologico e una nuova generazione sta prendendo coscienza di sé e del precipizio finanziario, sociale, economico creato dall’attuale sistema. Cambiare il sistema e emarginare chi l’ha creato e consentito è l’unica scelta.” Beppe Grillo

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