24.9.11

Calce e coca, clandestini e cortei

A leggere le cronache locali, pare che Campo Marzo a Vicenza sia il Far West: sparatorie, risse, aggressioni. E tutto girerebbe intorno allo spaccio di droga. Abitando praticamente davanti al parco, conosco perfettamente la situazione e da tanto tempo tenevo nel cassetto un articolo sull’argomento droga/immigrazione.

E’ di oggi la notizia dell’ennesimo corteo fascista in programma giovedì 29, organizzato dal sempre amabile Assessore all’Istruzione Elena Donazzan. Un rituale ipocrita di per se, dato che raccoglie sempre solo una manciata di skinhead che vengono da fuori città e che nulla hanno a che fare con il quartiere. Ancora di più lo è oggi essendo indetto per protestare per una situazione causata principalmente dalle forze di Governo a cui questi esaltati fanno riferimento.

La Bossi-Fini sull’immigrazione è ancora in vigore, così come la Fini-Giovanardi sulla droga, due leggi che hanno solo intasato le carceri; la crisi di Lampedusa e la successiva fuga di migliaia di esuli è avvenuta sotto agli occhi (chiusi) del Governo, mentre da Bruxelles chiamavano a vuoto il Ministero delle Politiche Comunitarie, rimasto vacante per sei mesi; ed è lo stesso governo Berlusconi-Tremonti-Maroni che ha lasciato esplodere il debito pubblico, tagliando più volte di seguito i fondi per la sicurezza.

Se fossero in buona fede, gli organizzatori dovrebbero portare il corteo davanti alle sedi responsabili. Ma per i professionisti della paura, da sempre pronti a speculare sulle miserie umane per alimentare l’odio e raccogliere consenso, è molto più facile puntare il dito contro i clandestini negri.


Chi sono questi “clandestini”? 

In primavera, dopo lo scoppio della guerra in Libia, in città sono arrivate alcune decine di ragazzi da Lampedusa, tra i 18 e i 30 anni. Alcuni li ho conosciuti. Dormivano -si spera non più- sotto agli alberi di Campo Marzio.
Niente lavoro, niente cibo, niente soldi. E chi mai assumerebbe qualcuno in queste condizioni?
Ma se non puoi lavorare per vivere, l’unica scelta è delinquere. Vendere qualche dose per mettere qualcosa sotto i denti. E’ un ragionamento semplice. Questi disgraziati vivono di espedienti, rischiano di finire accoltellati o arrestati e poi deportati perché non hanno scelta. E noi, anzichè dargliene una, ce la prendiamo con loro, come se fossero la causa del problema. Vero, Assessore Donazzan?

E invece no, sono l’ultima ruota del carro. Smerciano scarti vecchi e deteriorati di droga in quantità risibili ai giovani vicentini. Tutti bravi cristiani, loro, un po’ monelli a scuola... ma è normale, sono ragazzi!

Ciò che fa più specie è come le analisi e i commenti "ufficiali" si fermino allo spaccio tacendo sull'aspetto del consumo. Se le droghe si vendono è perché qualcuno le compra. E quelli sono tutti italiani.
Le siringhe che ho trovato più di una volta al parco e sui marciapiedi, vengono gettate da dei maledetti tossici italiani. Sono i nostri studenti a farsi le piste di coca in discoteca. Sono loro che mantengono il mercato, e i più facoltosi o organizzati non si fanno certo vedere a Campo Marzo. L’opinione comune è che questo angolo di verde cittadino sia l’epicentro dello spaccio. Falso!
Lì girano poveracci che vendono ad altri poveracci tossicodipendenti o al massimo a ragazzini al primo spinello, spesso provenienti da fuori città.

A dimostrazione, la notizia di oggi dell’arresto di sei pusher nel centro storico di Vicenza, che spacciavano in Piazza dei Signori e Piazza delle Poste, fulcro della movida vicentina, e che probabilmente rifornivano i giovani di Lampedusa.
Ma a loro volta, questi si rifornivano da fuori città, dalla Riviera Berica, da Bassano…e prima ancora la droga passa da Milano, Napoli…
Non intendo risalire fino ai coltivatori. Mi preme sottolineare però che il mercato degli stupefacenti e quanto ci gira attorno si reggono sulla droga più pericolosa, diffusa e costosa: la cocaina.

L’eroina, nonostante l’aumento del consumo, resta per fortuna un fenomeno di nicchia, mentre la marijuana è altrettanto diffusa, ma non è altrettanto redditizia (oltre che dannosa). La cocaina invece è la droga dell’era del consumismo per antonomasia. Ideale per produrre di più, consumare di più, divertirsi di più. E’ la droga dei manager, dell’alta della società, della moda, delle ville, dei vip. Per questo è diventata da diversi anni anche una droga popolare. Se ne trova in qualsiasi discoteca e gira pure nelle scuole, anche se ovviamente, per avere un prezzo abbordabile, viene tagliata, “allungata” con eccipienti.


I muretti di Via Europa

A tal proposito, concludo con un piccolo scoop che farà piacere ai consumatori locali di “bianca”.

Portando di tanto in tanto il cane al Parco di Via Europa mi sono accorto di un fenomeno particolare: i muretti del parco -a cinquanta metri della questura- stanno “scomparendo”.
Tornando sul posto a distanza di settimane, i buchi nei muri crescevano di dimensione e numero. Giudicate voi.
Opera di bulli annoiati? La mia teoria era diversa, ma necessitava di una conferma.

Nemmeno a farlo apposta, ieri sono passato a fare delle foto per documentare la situazione e sul giornale di oggi, in merito ai succitati arresti in centro, si legge che “uno degli aspetti più inquietanti emersi nel corso dell'inchiesta è quello che spesso la droga ceduta dai magrebini era tagliata male, con calce o con medicinali, tanto che alcuni tossici hanno confermato agli inquirenti che avevano sentito dei malesseri.

La mia intuizione era dunque giusta: calce!
I giovani vicentini si stanno pippando i muretti di Via Europa.
Dannati clandestini negri



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