5.9.11

Manovre schizofreniche

La nave affonda. Ma chi manovra la nave?
Tremonti prova a tenere la barra dritta e i motori al minimo in mezzo alla tempesta del secolo, mentre il comandante e l’ammiraglio, Berlusconi e Bossi, continuano ad urlare ordini contraddittori.

Giulio Tremonti è al timone della nave da sette anni negli ultimi dieci. Si può quindi dire che nella tempesta ci ha cacciati Tremonti, che dal 2001 minaccia di cambiare rotta (la favola delle tre aliquote?) e invece la mantiene o peggio, spegne i motori, lasciando che le correnti ci trascinino nel vortice.

L'allegoria nautica è dovuta. E’ lo stesso Ministro dell’economia ad aver paragonato l’Italia al Titanic, per rendere la gravità della situazione e ammonire la “prima classe” che i rischi riguardano tutti.

Finalmente! -avranno pensato molti italiani- Per una volta chiederanno qualche sacrificio anche ai privilegiati" (politici, manager, vaticano, lobby,…). Una bella batosta collettiva, che serva da lezione a tutti, e delle modifiche strutturali, per cambiare rotta.
Invece no, la prima manovra di questa calda estate è stata “light”, oltre che “flash”. Tre soli giorni per approvare, tra l’altro, ticket sanitario per il pronto soccorso, tagli alle detrazioni per spese mediche e previdenza e ovviamente tagli agli enti locali,… la “prima classe” se l’è cavata con la tassazione al 20% sulle rendite finanziarie e la tassa sulle auto di lusso. Il tutto per un ammontare di “soli” sette miliardi di euro, spalmando gli altri quaranta previsti nel biennio 2013-2014.

Questo è uno dei tipici “colpi di genio” del tutto irresponsabili che hanno tenuto in piedi per quindici anni il berlusconismo, che non è fatto di sole balle mediatiche, ma anche furbate strategiche.
(I furbetti del parlamentino)

Nella “migliore” delle ipotesi, infatti, il Governo spera di arrivare a fine legislatura per andare a perdere le elezioni del 2013. A quel punto la responsabilità dei quaranta miliardi in due anni, dopo un lustro di immobilismo, ricadrebbe sulle spalle delle opposizioni.
E così sarà "la sinistra" a mettere le mani in tasca agli italiani, mentre a destra potranno dire “l’avevamo detto”.

Ma fino ad allora? Davanti ai creditori internazionali l’Italia se la cava con dei tagli indiscriminati?

Il governo dell’ottimismo dice di sì, l’aula approva e chiude per ferie.

E invece… la manovra non calma i mercati finanziari, anzi, innesta l’ennesima crisi del debito pubblico europeo e i mercati crollano. L’Italia brucia in un giorno più del triplo dell’importo della manovra appena varata. La vacanza in barca è rimandata. Il governo torna al lavoro.
Un agosto di merda in questo paese di merda per Berlusconi.

Davanti a noi non c'è un iceberg, ma una tempesta; Berlusconi e Bossi strattonano il timone con Tremonti aggrappato, in una schizofrenia di annunci, sondaggi, smentite, a ritmo regolare.

Le hanno sparate  tutte: aumento dell’iva, contributo di solidarietà, riscatto degli anni universitari, accorpamento delle festività, tassazione dei capitali scudati… L'uomo dei Sondaggi ha detto no per ognuna di queste misure drastiche.
Alla fine è rimasta l’unica cosa che probabilmente non faranno mai: il taglio province e parlamentari. Per i quali sono necessarie Leggi Costituzionali che richiedono il 67% dei voti in Parlamento.
(Se mai andranno avanti con questo proposito, staremo a vedere come si comporteranno le opposizioni.)
Senza dimenticare la presunta lotta all'evasione da parte del Governo di All Iberian.

Nel frattempo, l’unica certezza è che ci servono altri 45 miliardi di euro in due anni e che i conti non tornano.
Nessuna vera riforma all'orizzonte, che richiederebbe un’idea di Stato e di futuro, ma solo lampi e nuvole nere.


Mentre l'equipaggio si è appena accorto di aver imbarcato acqua dall'inizio del viaggio, le prime violente onde si schiantano sulla nave, allagando i ponti. Ai passeggeri della nave, già nauseati dalla guida schizofrenica, viene ordinato di disfarsi di ogni bagaglio. E' il panico, ma il peggio deve ancora arrivare.

A furia di strattoni, il timone è sul punto di spezzarsi e, quando accadrà, la nave finirà dritta nell'occhio del ciclone. Quelli in cabina di pilotaggio si saranno già calati con l'unica scialuppa, lasciando i passeggeri dell’ “Italia” al loro destino.


Se c’è una morale decidetela voi.




(fonti: repubblica.it, corsera.it, agopress.info, www.milanoweb.com)

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