25.2.12

Torna l'Ici per la Chiesa ...anvedi li massoni!


Finalmente il popolo italiano può cantare vittoria! 
La Chiesa pagherà l’ICI sugli edifici commerciali a partire dall’anno prossimo.
Il Presidente del Consiglio l’aveva promesso alla Commissione Europea e così è stato, con un emendamento del Governo al Decreto liberalizzazioni.

Dopo settimane di indignazione generalizzata gli italiani saranno soddisfatti: “giustizia è fatta! Grazie Unione Europea, grazie professor Monti”.

O no? In realtà mi aspetto di contare con una sola mano gli articoli che daranno merito all’azione di tutela dei diritti dell’Unione Europea.

Fosse stato per l’Italia e i suoi politici, il regime di privilegio sarebbe rimasto intaccato in saecula saeculorum. Tutti “aperti al confronto”, ovviamente, anche quelli che hanno voluto e votato l’esenzione; ma nessuno che abbia mosso un dito in un anno e mezzo, dacché la Commissione Europea ha aperto la procedura d’infrazione. 
Anzi, i radicali, gli stessi che hanno portato il caso a Bruxelles, si sono visti respingere la mozione in Commissione Bilancio del Senato nel 2011.

© Gianfranco Uber

Per fortuna, quando i diritti vengono calpestati, nel nostro continente i cittadini si possono appellare alla Corte di giustizia e alla Commissione. 
Nella fattispecie, la procedura d’infrazione contro di noi pendeva da oltre un anno sul Governo Berlusconi perché le esenzioni, pari a 2 miliardi di € l’anno, andavano contro le norme della concorrenza
Un diritto concesso solo a chi appartiene a una confessione e non a tutti i cittadini. Quindi, ancor prima di una questione economica o di principio, è una questione di diritti.
Giustizia –terrena- è fatta, perché, come affermato dall'ex commissario Monti, con quei soldi poi “si potranno abbassare le tasse” a tutti, senza distinguo di fede.
A dimostrazione che a livello europeo la democrazia funziona gran meglio che a casa nostra

Grazie radicali, grazie Unione Europea e grazie Monti!

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