1.3.12

Spot d’azzardo, Stato beffardo

Pubblicità: aula universitaria, un ragazzo non riesce a concentrarsi durante l'esame. Chiede di andare al bagno, si chiude nel gabinetto e si fa una pista di cocaina. Torna in aula con un sorrisone e finisce l’esame in un attimo. Stacco: esultanza con gli amici al tabellone dei voti.
Slogan in sovraimpressione: “Dai il 200% anche tu!” e in piccolo “pippate con moderazione”.

Un’idea allucinante, vero? Eppure la stessa cosa accade in Italia con il gioco d’azzardo.
La cocaina distrugge vite ed è giustamente illegale; il gioco d’azzardo distrugge intere famiglie, e non solo è legale, ma promosso con campagne a tappeto e il benestare del Ministero dell’Economia.

Questa è l’ultima pubblicità del Superenalotto.


I bravi italiani giocano al Superenalotto. “Lasciatemi sognare, sono un italiano!”.
Guardateci: siamo giovani, belli, sorridenti, lavoratori e pieni di speranze. Vogliamo “champagne a tutte le ore”, ma anche un’attività in proprio e quello che rimane in un fondo per i figli!
E allora.... bisogna giocare, per poter vincere! ...e perché siamo italiani!

Questo è il messaggio trasmesso dallo spot. "Macchiato" alla fine dalla voce femminile che avverte: "gioca il giusto".

Sarà per questo spot agghiacciante che il Ministro Riccardi ha proposto di vietare le pubblicità del gioco d’azzardo?
"In un momento di crisi economica, il gioco d'azzardo sta diventando in alcuni casi una vera dipendenza psicologica, che con il miraggio di una ricchezza facile può mandare in rovina le persone, soprattutto quelle più fragili." Il ministro per la cooperazione e l'integrazione, Andrea Riccardi, vuole "arrivare al divieto di pubblicità, come nel caso delle sigarette o, almeno, a una ferrea regolamentazione degli spot". (Ansa.it)

Bravo Ministro!
Tuttavia temo che sarà dura convincere il Pdl.
Sotto il precedente Governo, infatti, “il volume d'affari del gioco d'azzardo di Stato (slot machine, videopoker, lotterie e scommesse sportive) è aumentato di 13 miliardi, passando dai 47,5 miliardi del 2008 ai 61,5 del 2010, il 3,7% del Pil.
In più, chi glielo spiega a Berlusconi che la sua Mondadori, che si è lanciata sul gioco online per ripianare i bilanci, dovrà rinunciare alla pubblicità del poker?
("Glaming", perchè il texas hold'em è glamour)
Per non parlare della raccolta pubblicitaria su
Mediaset! (domanda: ma Piersilvio fa lo sconto alla sorella Marina per gli spot del poker online?) 

Temo che l’eredità telecratica (o inciucio di interessi) del “Povero Silvio” renderà difficoltoso il progetto di Riccardi.

Un intento comunque lodevole.
Prima o poi arriveremo a regolamentare pure le pubblicità dei cibi (bevande energetiche, fast food, merendine…).

Nel frattempo, qualcuno faccia presente al Governo che le concessionarie di lotterie e slot machine hanno un "piccolo debituccio" con i cittadini italiani (lo Stato): circa 100 miliardi di Euro!
Sono solo dieci società, quasi tutte con sede in Lussemburgo, ma devono agli italiani una cifra astronomica, pari a tutte le manovre dell’ultimo anno, sufficiente ad evitare i sacrifici, le “lacrime e sangue”, pagati dai cittadini.

Cosa aspettiamo a riscuotere il dovuto?
E intanto stiamo qui a raccontarci balle sui fannulloni e l’articolo 18...fuori il grano!
E investire subito in servizi e sgravi, non usarli per la cassa integrazione -per tenere fresco un corpo morto- o gettarli nel calderone del debito!
Questi sono soldi dovuti agli italiani, che qualcuno vorrebbe felici a cantare in ricevitoria, e vanno re-immessi nel sistema!

Ma non succederà mai.
Ci scommetto!

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