10.5.12

Suicidi a catena, è Stand Alone Complex?

La crisi morde, l’austerity abbatte. Dall’inizio dell’anno i suicidi a causa del lavoro sono 38, 13 solo in Veneto. Quasi sempre imprenditori schiacciati dai debiti, che non riescono a pagare i propri dipendenti e, incapaci di reagire e affrontare la vergogna del fallimento, si tolgono la vita, impiccandosi o sparandosi.

Ma queste morti sono davvero solo frutto di angoscia e depressione?
Oppure è in atto un fenomeno di Stand Alone Complex?
Come qualcuno ricorderà, ho già affrontato l'argomento in un precedente articolo; in breve, è un fenomeno a metà strada tra il comportamento emulativo e l’isteria di massa, in cui “azioni non correlate, ma molto simili, di più individui creano uno sforzo apparentemente convergente [...] che provoca un cambiamento complessivo della struttura sociale”.

L’epidemia di suicidi in atto sembra corrispondere alla descrizione. Infatti tutte queste tragedie trasmettono e rafforzano attraverso i media un messaggio sulla condizione disperata dell’economia e della società italiane.

Questo assurdo bollettino di guerra insieme alle fiaccolate delle vedove hanno sortito certi effetti sulle politiche del Governo, che per esempio si è mosso per “spuntare i denti” ad Equitalia con una maggiore flessibilità per le riscossioni e sanzioni meno severe. Può essere poco, ma è un primo effetto. 
Sarebbe accaduto ugualmente senza il messaggio d’addio di questi imprenditori, mariti e padri? Io non credo.

Manca però un tassello per ricondurre questa tragedia sociale allo Stand Alone Complex (per questo c’è il punto di domanda nel titolo): nel  "Complesso del solitario" l’autore dell’atto emulativo originale è fittizio o non rintracciabile, è una facciata che esiste solo nella mente del pubblico che apprende la notizia dai media.
Non sembra questo il caso. Eppure, a pensarci, risalire al "primo suicida per debiti" è cosa ovviamente impossibile. Quello che invece sappiamo attraverso tv e giornali è che il fenomeno è in aumento esponenziale e che la presenza di questi fatti nella cronaca quotidiana colpisce profondamente l’immaginario collettivo, le istituzioni e la società.
Insomma, il suicidio è sia via di fuga sia messaggio, da quando l’unico modo per comunicare con lo Stato è diventato ammazzarsi. Chi sia stato il primo a lanciare questo messaggio è semplicemente irrilevante.

C’è un’altra più conosciuta teoria della sociologia della comunicazione, apparentemente appropriata, che riguarda specificamente i suicidi: si tratta dell'Effetto Werther (citato, ad esempio, da Enrico Mentana in un commento all’ennesima notizia di un imprenditore suicida).
Tuttavia, l’effetto Werther si riferisce a catene di suicidi provocate dalla notizia di una morte attraverso i media che colpisce l'immaginario collettivo. Riguarda quindi la mera emulazione di un’icona. Un esempio eclatante fu la morte di Kurt Cobain che uccidendosi portò involontariamente altre 68 persone in tutto il mondo a seguirlo.
In realtà, dunque, l’effetto Werther ha poco a che vedere con l’attuale "epidemia".
E’ la spiegazione di un meccanismo molto più lineare di quello che abbiamo davanti ed è semplicistico ridurre quanto sta accadendo allo stesso livello di un fan sconvolto e depresso.

Appare ben più calzante una forma estrema di Stand Alone Complex che prevede, come scritto, un effetto del comportamento individuale, la presenza di convinzioni politiche diffuse e/o di un’intensa copertura dei media, in uno scenario dove “ciò che origina l’intera concatenazione resta indefinito” e “ognuno agisce per conto suo, ma emerge un insieme coerente”.
Il tutto è intensificato dalla rete informatica. Infatti, lo sviluppo di network espone un numero sempre maggiore di individui agli stessi stimoli, “rendendo la coscienza diffusa e le risposte di grandi gruppi di persone sempre più simili, con il risultato che i potenziali comportamenti di emulazione che formano uno Stand Alone Complex aumentano in modo esponenziale”.

In tutte le interviste rilasciate, nessuna delle mogli in lutto ha saputo spiegare la decisione estrema del proprio marito. Forse la spiegazione c’è. Non è semplice da capire né da accettare, ma forse, le morti di questi uomini hanno un senso
Un messaggio, che va ascoltato perché il loro sacrificio non sia vano e per non renderne necessari di ulteriori.

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